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Viaggio della Memoria, si va ad Auschwitz

La ventesima edizione dedicata ai Giusti fra le Nazioni, fra i quali il reggiano don Enzo Boni Baldoni

REGGIO EMILIA. Il Viaggio della Memoria di Istoreco nel 2018 tocca la ventesima edizione. Fra la fine di febbraio e le prime settimane di marzo accompagnerà oltre mille e cento studenti delle scuole superiori in Polonia, a Cracovia e al complesso di Auschwitz/Birkenau, al campo di concentramento e a quello di sterminio più noti e radicati nell’immaginario collettivo, un luogo dove oltre un milione e mezzo di persone è stato ucciso. Sono coinvolti l’istituto Gobetti di Scandiano, il D’Arzo di Montecchio, il Russell di Guastalla, il Cattaneo/Dall'Aglio e il Mandela di Castelnovo Monti, il Canossa, Città del Tricolore, Galvani/Iodi, Moro, Motti, Pascal, Filippo Re, Scaruffi, Zanelli e Spallanzani di Reggio.

Il Viaggio della Memoria reggiano è uno dei più radicati e numerosi a livello nazionale, in nessun’altra provincia ogni anno vengono spostate così tante persone. In totale, dall’inizio a oggi, più di dodicimila giovani studenti hanno preso parte all’iniziativa, partita con numeri ovviamente più bassi alla fine degli anni ’90 e poi cresciuta sino alle dimensioni attuali. Dal 2010 a oggi ogni edizione supera le mille unità, divise in tre turni per questioni organizzative. Il viaggio prevede infatti visite in gruppi ristretti, al massimo di 20/25 persone, con guide rigorosamente in italiano. L’esperienza si è man mano consolidata coinvolgendo i paesi, gli enti pubblici, realtà private che sostengono l’iniziativa, prima di tutto finanziata però dalle famiglie, che pagano per garantire ai loro figli un’esperienza didattica molto peculiare. Un percorso così lungo e diffuso ha coinvolto negli anni tantissimi reggiani, e oggi molti studenti di ieri continuano a collaborare come referenti di Istoreco sui vari pullman e come co-organizzatori.

Il Viaggio prevede sempre un lungo percorso di introduzione e accompagnamento, con lezioni, incontri e testimonianze dirette oltre che laboratori come quelli delle pietre d’inciampo. Quest’anno le classi del Viaggio potranno ascoltare il 24 gennaio i racconti di Pietro Terracina, uno dei pochissimi ebrei romani sopravvissuti alla liquidazione del ghetto della capitale.

Ogni edizione prevede anche un tema di approfondimento, il Viaggio 2018 sarà dedicato ai Giusti fra le nazioni, le persone non ebree che durante la guerra salvarono la vita a donne e uomini di origini ebraica rischiando a loro volta. I giusti fra le nazioni sono ricordati allo Yad Vashem, il museo dell’olocausto di Gerusalemme. Là compare anche il nome di un reggiano, don Enzo Boni Baldoni, sacerdote cavriaghese parroco a Quara di Toano durante la guerra che nella sua canonica nascose famiglie ebree in fuga. Fra gli italiani, un giusto tra le nazioni ben noto è il ciclista Gino Bartali, che usò la propria bici e la propria fama per portare in giro documenti contraffatti con cui permettere a diversi ebrei di fuggire dalla Firenze occupata. Bartali è stato nominato giusto nel 2013, e dalla primavera scorsa anche una scuola reggiana porta il suo
nome. È la scuola elementare di via Premuda, parte dell’istituto comprensivo Lepido. Nel 2018 il Giro d’Italia, la corsa che per tanti anni vide Bartali e il suo eterno rivale Coppi come protagonisti, partirà da Gerusalemme, in omaggio al coraggio del campione. (adr.ar.)



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