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«Si punta a rimborsare il 100% dei danni»

Summit in Provincia con il presidente della Regione, Bonaccini, e l’assessore Gazzolo: il conto della piena è di 111 milioni 

BRESCELLO. A dieci giorni dell’alluvione che ha colpito Lentigione, ieri sera in Provincia i vertici della Regione – il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e il direttore dell’Agenzia della Protezione civile Maurizio Mainetti - hanno incontrato imprenditori, commercianti e agricoltori, insieme alle rispettive categorie. «Obiettivo – come ha spiegato il presidente della Provincia Giammaria Manghi – assicurare una celere ripartenza tanto al comparto industriale di Lentigione, quanto alle attività commerciali che in ogni frazione rappresentano un punto di riferimento importanti per le comunità. E perché ciò possa avvenire al più presto, è indispensabile incrociare la grande disponibilità agli aiuti che da più parti del territorio è stata manifestata con le concrete esigenze di imprenditori e commercianti, assistendoli nella fase di stima dei danni e dell’iter procedurale indispensabile per ottenere un risarcimento il più ampio possibile».

L’auspicio manifestato dal presidente della Regione Bonaccini «è quello di arrivare a un risarcimento del 100% dei danni così come siamo riusciti ad ottenere in occasione degli ultimi stati di emergenza che sono stati riconosciuti in Emilia-Romagna tra il 2013 e il 2016». «Come Regione abbiamo già avanzato in tempi rapidi la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza, che dovrebbe essere accolta dal Consiglio dei ministri che si terrà tra Natale e Capodanno, ma abbiamo anche effettuato una prima stima dei danni che nelle tre province colpite dall’ultima ondata di maltempo ammontano ad oggi a 31 milioni di euro per gli edifici privati e superano gli 80 milioni quelli alle attività produttive», ha aggiunto il governatore ricordando anche «i 2 milioni stanziati dalla Giunta regionale a 48 ore dall’alluvione, risorse in parte già utilizzate per il ripristino delle arginature».

Ieri il presidente Bonaccini ha scritto al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per chiedere sei mesi di sospensione dal pagamento delle tasse (dall’8 dicembre al 6 giugno 2018) da parte di cittadini di Brescello, Ponte Alto, San Pancrazio, Campogalliano, Modena e Colorno colpiti dalla recente alluvione.

Per quanto riguarda i risarcimenti, nell’incontro di questa sera sono state date le prime indicazioni procedurali (autocerticazione, contabilità spese sostenute, foto) per poter trasmettere al più presto la documentazione a Roma nell’attesa della dichiarazione dello stato di emergenza che sarà fondamentale per avere ristoro.

LA PRIMA CONTA DEI DANNI

Seppur ancora in corso, la prima quantificazione del danno agli edifici privati sulla base delle 660 segnalazioni ad oggi pervenute da 39 comuni, è di oltre 31 milioni di euro. Per quanto riguarda i danni alle attività produttive sempre ad oggi, sono pervenute 227 segnalazioni (molte in corso di definizione) da 28 comuni, per un totale di oltre 80 milioni di euro.

I NUMERI DEI SOCCORSI

Ripercorrendo le fasi delle operazioni di soccorso, l’assessore Paola Gazzolo ha ricordato che subito dopo l’allagamento, sono state evacuate oltre 1.150 persone a Lentigione: 580 registrate e accolte lo stesso 12 dicembre in quattro Centri di accoglienza - uno a Novellara e Castelnovo Sotto, due a Poviglio – o in sistemazione autonoma; alcuni cittadini non erano presenti al momento dell’esondazione o sono rimasti volontariamente ai piani alti delle abitazioni. Ad oggi, sono ancora 154 le persone assistite: 95 in alberghi, 5 ricoverate presso la casa protetta di Brescello e 54 in autonoma sistemazione.

Per la gestione dell’emergenza nelle province di Reggio Emilia, Modena e Parma, oltre ai mezzi e alle attrezzature dislocate sul territorio, il sistema regionale ha impiegato 11 mila sacchi di iuta, 680 coperte, 410 brandine, 19 fuoristrada con dotazioni specifiche per la pulizia, 3 torri faro. Solo a Lentigione per le operazioni di svuotamento dell’area allagata 12 elettropompe, 4 motopompe, 3 torri faro e 2 gruppi elettrogeni.

Preziosissimo il ruolo del volontariato di protezione civile: nell’arco di 10 giorni sono intervenuti circa mille volontari, anche da fuori da regione, che hanno prestato oltre 1.800 giornate/uomo di lavoro. Hanno operato per la sorveglianza degli argini dei fiumi Enza e Secchia in supporto ad Aipo, per lo sgombero di alberi, rami caduti e detriti, per l’assistenza alla popolazione e per garantire i servizi essenziali, oltre che per la pulizia degli immobili nelle aree
allagate.

A Lentigione, in media, è intervenuta una squadra per ogni famiglia. Da martedì pomeriggio l’intera zona è stata svuotata, la maggior parte dell’area è stata ripulita, ci sono ancora poche decine di case da ultimare su cui stanno operando circa 100 volontari.



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