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Orion, tempi allungati per la liquidazione

L’ultima relazione dei commissari sulla procedura di concordato preventivo «Non c’è una data per ulteriori riparti. Si devono aspettare le riscossioni»

CAVRIAGO. «Considerando che, dalla realizzazione dell’attivo sono emersi valori inferiori a quelli previsti in piano, si può sin d’ora affermare che non sarà possibile liquidare nei tempi e nella misura ivi prevista il ceto creditorio». È quanto si legge nell’ultima relazione, datata 30 settembre, a firma di Edi Bertolini e Mario De Lucchi, liquidatori giudiziali Orion, una delle quattro coop edili reggiane franate sotto i colpi dei debiti, finita nel 2013 in concordato preventivo, poi omologato nel febbraio 2014.

La relazione prende in considerazione il periodo compreso fra l’1 marzo e il 31 agosto scorso. E, secondo quanto si legge nella relazione, il saldo attivo nelle casse della procedura ammonta a 8.243.572,59 euro: una cifra che deriva dalla differenza fra i circa 26 milioni di entrate e i circa 17,8 milioni di uscite. Fra queste ultime, anche i circa 2,7 milioni di euro del secondo e terzo piano di riparto per professionisti e artigiani o cooperative, che si aggiunge al primo piano di riparto parziale da 1,3 milioni per i dipendenti, risalente al 2015.

«Ad oggi non risulta una data precisa per ulteriori riparti a favore delle altre categorie privilegiate di grado inferiore, dovendosi attendere gli esiti delle operazioni di riscossioni ed indicazioni, seppur sommarie, sull’andamento delle cause in corso», si legga ancora nella relazione.

Beni mobili, immobili, partecipate. E poi la difficile partita del recupero crediti. Anche verso le banche, per le quali è stato dato ad una società esterna – la Consultique Spa – l’incarico di procedere alla redazione di una perizia tecnica per rilevare la presenza di interessi e tentare il recupero di «somme indebitamente trattenute dalle banche». Un incarico assegnato dietro un compenso fisso di 14mila euro, più una percentuale dell’8% sul recuperato. Nel mirino dei consulenti, per il momento, sono finiti i rapporti con l’ex Banco Popolare di Verona e Credem.

E se sul versante delle vendite di beni mobili e immobili la procedura rileva esclusivamente una trattativa privata per attrezzature «di modesto valore» pari a 8.540 euro e una vendita all’asta di un appartamento con autorimessa a Rho per 135mila euro, il capitolo partecipate presenta invece un quadro ramificato e complesso. A cominciare da Primarea, che il 31 dicembre 2016 ha chiuso la fase di liquidazione, con crediti nei confronti dell’erario pari a 90mila euro, ora interamente attribuito a Orion. C’è poi Keenly sro, società di diritto ceco di cui Orion detiene il 13% del capitale sociale, oggetto di acquisto da parte di Sogeas srl, facendo incassare alla procedura 45mila euro.

«Orion deteneva anche una partecipazione dell’80% nella società Orion Renewables, il cui capitale sociale ammonta a 10.000 euro», si legge ancora nella relazione: una partecipata che detiene unicamente la società «Podere Boiardo srl, iscritta per 110.750 euro, a sua volta proprietaria di un impianto fotovoltaico allacciato nel 2011 iscritto in contabilità per 1,1 milioni di euro». Secondo il documento, Orion vantava crediti sia verso Orion Renewables (171.852 euro) che verso Podere Boiardo (1.086.325 euro): un pacchetto finito nelle mire di Becquerel Electric Srl, che detiene il restante 20% di Orion Renewables, e che ha proposto 610mila euro per acquisire le due società. L’operazione, dopo i necessari passaggi tecnici, è stata perfezionata il 30 agosto scorso. Nella galassia Orion, anche Novellara 2000, in concordato preventivo omologato dal 19 mazo 2014. E, su questo versante, le prospettive non sembrano affatto rosee. «La vendita del compendio immobiliare sconta inevitabilmente le difficoltà del mercato, con conseguente scarsità di manifestazioni di interesse e non partecipazione alle aste giudiziarie. I prezzi indicati in piano risultano al momento non appetibili neanche al minor importo valorizzato».

Ma è soprattutto il capitolo “rimanenze di lavoro in corso e materie prime” quello che costituisce «la parte più rilevante e complessa dell’attivo da liquidare». Il motivo? Le posizioni rimaste in sospeso nei confronti di diversi committenti in tutta Italia, da Agrigento ad Aosta, fra i quali anche il Santa Maria Nuova, al centro di una controversia che, per il momento, ha visto la coop soccombere di fronte alla sentenza del tribunale delle imprese di Bologna. In maniera difficoltosa procede anche il recupero crediti. Non solo verso enti pubblici o società consortili. Ma anche verso le banche. Come nei confronti di Mps, per la quale la procedura ritiene di vantare una
somma di 509mila euro. «Alcuni tentativi di accordo transattivo sono risultati infruttuosi», si legge nella relazione. O come nei confronti di Banca Popolare di Milano, dalla quale è stata invece comunicata la disponibilità a restituire 288mila euro, incassati da Orion nel maggio scorso.

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