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«Non solo Miscoso un milione di euro i danni per le frane»

Ventasso, il sindaco: «Chiediamo un passaggio pedonale e poi il transito di veicoli sulla metà carreggiata rimasta»

VENTASSO. Un territorio ferito, alle prese con emergenze ed isolamenti; un territorio da sostenere con la manutenzione e l’appoggio ai consorzi forestali volontari. Non sono settimane facili per Ventasso, il vastissimo Comune del crinale reggiano nato dalla fusione di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, alle prese con le conseguenze delle giornate di maltempo delle scorse settimane. Già, i numeri, illustrati dal sindaco Antonio Manari, parlano chiaro. «Nei giorni scorsi – spiega il primo cittadino – gli uffici tecnici del Comune hanno fatto una ricognizione (consegnata alla Protezione civile) circa lo stato dei 170 chilometri di strade comunali, individuando 44 interventi, tra smottamenti e cedimenti della banchina stradale. Sono stati effettuati gli interventi di “somma urgenza” e, ad oggi, è stata ripristinata la circolazione su tutte le strade comunali eccetto una che collega la provinciale al borgo di Casa Manari». La borgata è raggiungibile solo a piedi. «Fortunatamente non vi sono residenti stabili, ma solo seconde case».

Diversa la questione di Miscoso, l’ultimo paese prima del passo del Lagastrello, isolato dal Reggiano da una frana sulla provinciale dopo il ponte sul torrente Liocca. Per arginare i disagi, intanto sono «stati riorganizzati i servizi di spalatura neve, la raccolta della spazzatura, la consegna della posta, il ripristino della linea Telecom e l’accordo con il 118 per eventuale assistenza mediante l’attivazione della Croce Rossa di Palanzano (nel Parmense)», spiega il sindaco. La strada è ancora chiusa, e ora per raggiungere Miscoso occorre cambiare provincia con un percorso lungo e tortuoso.

Giovedì la Provincia ha effettuato un sopralluogo tecnico e ora si inizia a pensare ai lavori di ripristino. Magari con soluzioni temporanee nel frattempo: «Quello che abbiamo chiesto è, in prima battuta, un passaggio pedonale in sicurezza e, successivamente, di valutare il passaggio di veicoli sulla metà carreggiata rimasta. Ovviamente è prioritario che i tecnici valutino le condizioni di percorribilità in sicurezza».

I danni provocati dal maltempo avranno anche pesanti conseguenze economiche. Solo sulle strade comunali «è stato stimato oltre di un milione di euro. Il Comune ha provveduto agli interventi immediati, con risorse proprie, ma per quelli più impegnativi ed onerosi dovremo aspettare eventuali finanziamenti da Regione o Stato». Al conto si aggiungono anche i mancati introiti e le spese extra per i privati.

Qui il sindaco di Ventasso annuncia una possibile strada per ottenere risarcimenti: «È prevista la possibilità di fare richiesta dei mancati guadagni o delle maggiori spese legate alla inagibilità delle strade».

Il discorso si può applicare anche all’assenza di energia elettrica. Durante un incontro con Enel per discutere della manutenzione delle linee elettriche e del verde circostante (spesso causa dei guasti) «è stato confermato anche il risarcimento in bolletta per i periodi di sospensione dell’erogazione della elettricità».

Gli utenti dovrebbero quindi trovarsi dei conguagli direttamente nelle bollette per i periodi di sospensione della fornitura, mentre per gli eventuali danni causati dall’interruzione improvvisa «si dovranno fare domande apposite».

Questo discorso porta al tema centrale: i costanti problemi che ogni emergenza meteorologica sta generando in un territorio, la montagna, oggi molto fragile, alle prese con tagli forti di risorse e con una cura ridotta. «Credo che sia sempre più attuale ed urgente la necessità di fare manutenzione sul territorio, che non possiamo lasciare ai pochi agricoltori di montagna, che in modo encomiabile fanno ciò che possono. È necessaria una programmazione più ampia», ragiona Manari.

Ma in che modo? Per lui, la strada da seguire è quella dei consorzi forestali volontari: «Credo siano gli enti più adeguati a svolgere controllo ed interventi sul territorio, cui, come enti pubblici, dobbiamo dare il massimo del sostegno».

Per il sindaco, un esempio recente è il neonato «consorzio di secondo grado, che riunisce i tre consorzi presenti sul crinale (Succiso, Alta Val Secchia e Val
Dolo). Questi enti hanno possibilità di reperire risorse, ad esempio dai prodotti del sottobosco, della produzione e vendita del cippato, da finanziamenti regionali, da reinvestire sul territorio producendo nuovi posti di lavoro e manutenzione ambientale».

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