Quotidiani locali

Vai alla pagina su 'Ndrangheta
«Maria Sergio lavora con responsabilità»

«Maria Sergio lavora con responsabilità»

Il sindaco di Modena “blinda” la dirigente ancora una volta tirata in ballo ad Aemilia dal pentito Muto

REGGIO EMILIA. «Fiducia totale a Maria Sergio. È una funzionaria da 10 e lode che tutte le amministrazioni ambirebbero ad avere perché sta lavorando con molta responsabilità e molta qualità». Ad esprimerle questa fiducia incondizionata è il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, verso la propria dirigente all'urbanistica, moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, tirata ancora in ballo nell'aula-bunker del maxi processo Aemilia.

Il collaboratore di giustizia Salvatore Muto ha infatti nuovamente affermato che Eugenio Sergio, cugino della dirigente imputato nel procedimento, si sarebbe attivato per raccogliere voti a sostegno di Vecchi, poi eletto sindaco nel 2014. Il pentito però non ha certezze sul fatto che l'intervento di Eugenio Eergio fosse conseguente ad una richiesta fattagli dalla parente.

Martedì pomeriggio il collaboratore, rispondendo alle domande del presidente Francesco Caruso, ha ribadito che Eugenio Sergio avrebbe chiesto a Francesco Lamanna, referente dell’associazione mafiosa a Cremona e Mantova, di raccogliere voti a favore del sindaco Vecchi. Il presidente del collegio chiede a Muto su come funziona il sistema dei favori tra mafiosi e in generale se esiste una regola di reciproco aiuto tra persone originarie di Cutro. Dal momento che Muto ha detto che ci sono anche persone cutresi inavvicinabili, Caruso ha dunque chiesto: «Lei ha detto della moglie del sindaco, in che senso il marito della cugina (cioè il sindaco, ndr) poteva essere utile anche senza alcun rapporto diretto, se appartiene a questa altra categoria di persone inavvicinabili come ha detto lei?». La risposta: «I voti li avevi chiesti Sergio Eugenio». Muto non sa però se qualcuno avesse affidato a Eugenio Sergio questo computo. «Non so perché ha chiesto di raccogliere i voti, evidentemente avrà avuto modo di discutere con la moglie». A questo punto il giudice ha fermato il collaboratore perché stava facendo ipotesi: «Non voglio farle fare delle congetture». Il cutrese ha replicato: «Però è stato chiesto». Per il pentito lo scopo della raccolta dei voti, pare di capire, sarebbe stata quella di avere una specie di credito
da potersi giocare in caso di bisogno. «Se Lamanna aveva bisogno poteva sfruttare l’amicizia, si rivolgeva a Eugenio Sergio, non andava mica dal sindaco che non lo conosceva». A questo punto Caruso ha interrotto il ragionamento ipotetico. «Questo però non è accaduto, non ci sono tracce».

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik