Quotidiani locali

Spaccio, il ristoratore patteggia 2 anni

Il pentimento di Bonazzi davanti al giudice Iusto: «Ho fatto una cosa grave». Ora ha l’obbligo di firma dai carabinieri

GUALTIERI. Piuttosto articolata – ieri in tribunale a Reggio Emilia – l’udienza decisiva riguardante il 50enne Manuel Bonazzi, ristoratore titolare dell’Aqua El Paraiso di Pieve di Gualtieri che è stato arrestato il mese scorso con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

PENTIMENTO. E lo stesso imputato ha voluto prendere la parola in aula – tecnicamente si è trattato di “dichiarazioni spontanee” – davanti al giudice Sarah Iusto, dimostrandosi non solo pentito, ma anche consapevole della gravità di quanto commesso. Parallelamente l’avvocato difensore Noris Bucchi per circa un’ora si è soffermato sugli altri due aspetti giudiziari legati alla vicenda: il patteggiamento a due anni di reclusione e seimila euro di multa (concordato con il pm Giulia Stignani e ieri poi avallato dal giudice Iusto) e la misura cautelare sinora applicata al ristoratore, cioè gli arresti domiciliari. «Non c’è più il pericolo di reiterazione del reato – ha rimarcato il legale che con il collega Gian Piero Terenziani assiste il 50enne – in quanto si tratta di una persona conosciuta, il che ha avuto come conseguenza un non indifferente eco mediatico della vicenda». Di diverso avviso il pm Stignani che ha dato parere negativo sulla revoca degli arresti domiciliari.

OBBLIGO DI FIRMA. Dalla camera di consiglio il magistrato giudicante è uscito con una misura restrittiva più “soft”, cioè l’obbligo di firma tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri.

A Bonazzi erano stati sequestrati dai carabinieri 250 grammi di cocaina, hascisc e marijuana e circa 1.650 euro, oltre a due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento, assieme a un’agenda con nomi e numeri di telefono che per il pm Stignani potrebbero essere collegati a questo tipo di attività illecita (sul punto gli accertamenti degli investigatori sono ancora in corso). In merito al materiale rinvenuto nella sua abitazione, il ristoratore aveva preferito – il 18 novembre scorso, nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto – di avvalersi della facoltà di non rispondere.

I carabinieri erano piombati su Bonazzi mentre era intento a vendere una dose di droga a un consumatore, poi segnalato alla prefettura.

MESSAGGIO-CHIAVE. Per quanto riguarda i messaggi che l’uomo avrebbe inviato su Whatsapp, l’ipotesi è che il 50enne abbia inviato in passato una serie di messaggi di gruppo dal contenuto “compromettente” anche a persone che quei messaggi non avrebbero dovuto riceverli. L’arresto di Bonazzi ha destato molto scalpore nella Bassa, in quanto l’uomo è molto conosciuto, così come il locale che gestisce (che resta comunque aperto), sempre al centro di numerose feste ed eventi. Nel corso dei controlli, nell’auto di Bonazzi erano stati rinvenuti
1.645 euro in contanti, mentre nella tasca di uno zaino è stata trovata una bomboletta spray di profumo modificata che conteneva 6 dosi di cocaina. Il resto della droga è stato trovato dai carabinieri nel corso della perquisizione domiciliare.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik