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Silenzio e serrande abbassate

La città si è fermata in segno di dolore. Bandiere a mezz’asta in Comune

Una città che si ferma in segno di rispetto e di lutto per la famiglia Benatti. Un modo per consentire a coloro che lo hanno voluto di partecipare alle esequie di Kim e Lorenzo, rispettivamente 2 e 5 anni, i piccoli trovati morti fra Suzzara e Luzzara lo scorso sette dicembre.

Del duplice delitto è accusata, rea confessa, la madre Antonella Barbieri, curata in ospedale dopo aver tentato il suicidio ed ora detenuta in una struttura carceraria dove proseguire le terapie psichiatriche.

Molti hanno accolto l’invito giunto dall’amministrazione del sindaco Giovanni Cavatorta ed hanno abbassato le serrande fra le 14.30 e le 16. Una sospensione delle attività che ha in effetti coinvolto diversi negozi e bar cittadini e che si è estesa, come chiesto dell’amministrazione comunale a organizzazioni politiche e sindacali. Stop alle riunioni e ad ogni tipo di festeggiamento, mentre sul pennone della casa comunale la bandiera è stata posta a mezz’asta.

«Il dolore per la scomparsa dei due fratellini – ha spiegato il sindaco – ha colpito emotivamente la nostra comunità». E la commozione in chiesa del primo cittadino ha confermato la vicinanza, non solo a parole.

Molte le attestazioni di vicinanza ad Andrea Benatti, il padre dei due fratellini ed alla sua famiglia. La folla che ha stipato la chiesa di San Pietro durante le esequie funebri; il breve viaggio dalla chiesa al vicino cimitero, tra due ali di folla con schierati i carabinieri, i vigili del fuoco, la Protezione civile, i giocatori del Rugby Viadana, in cui a lungo ha militato papà Andrea. Non solo.

Molti ex giocatori
della squadra di rugby sono venuti da tutta Italia per salutare Andrea e confortarlo con la loro presenza. Centinaia le mani strette e gli abbracci, infine al camposanto, dopo il toccante momento della tumulazione nel corso del quale Andrea ha dato l’ultima carezza ai suoi piccoli figli.

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