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Lavori in corso sulla frana ma Miscoso resta isolata

Ventasso, niente collegamento diretto con Ramiseto dallo scorso 11 dicembre Cresce la preoccupazione tra i residenti. Giovanelli: «Serve almeno una corsia»

VENTASSO. Dalla preoccupazione si sta scivolando in uno stato d’animo più profondo, quasi di angoscia a Miscoso, a causa dell’isolamento sul versante reggiano dopo che una frana ha isolato la frazione lo scorso 11 dicembre, costringendo gli abitanti e chi deve recarsi in paese a un giro lungo più di 20 chilometri per arrivare a Ramiseto e a tutte le altre località dell’Appennino reggiano passando dal Lagastrello, da Comano e da Palanzano.

Nella giornata di martedì il sindaco di Ventasso Antonio Manari ha incontrato i residenti della frazione, spiegando che il primo passaggio per superare questo isolamento sarà la realizzazione di un pedonale che permetta di oltrepassare il punto franato, mentre ieri i tecnici della Provincia, ente sotto cui è la competenza della strada, hanno effettuato un sopralluogo per valutare come poter aprire almeno una corsia di marcia in sicurezza, ma le tempistiche non sono certe.

Una situazione che, come detto, sta esasperando i residenti, pochi ma battaglieri e decisi a combattere per il loro diritto di continuare a vivere nel loro paese e in Appennino, tra i quali i titolari del rinomato ristorante La Montanara, che subisce un forte danno visto a ridosso delle festività.

Sull’argomento ha espresso il suo parere anche il presidente del parco nazionale, Fausto Giovanelli: «È fondamentale poter riaprire una corsia al transito automobilistico per Miscoso. Parliamo tra l’altro di una strada a bassa intensità di traffico, per cui si dovrebbe davvero poter aprire una corsia anche in condizioni di minima percorribilità e poi arrivare alla piena messa in sicurezza in un secondo momento: credo ci vorrebbe un po’ di elasticità in questo senso, anche se so che i tecnici sono in una condizione in cui difficilmente possono autorizzare una riapertura se non ci sono i crismi di sicurezza, ma vista la situazione di emergenza si dovrebbe procedere, poi starà anche agli automobilisti tenere la massima attenzione transitando in quel punto. Stesso discorso
vale anche per la Gatta Pianello: prima di riaprirla e di metterla in piena sicurezza ci vorranno dei mesi. Intanto pensiamo a un ripristino “de minimis” per andare a riaprirla, poi per il consolidamento si interverrà in seguito».

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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