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«Alcune domande cancellate da Sarcone»

«Alcune domande cancellate da Sarcone»

Mostrato il foglio preparato da Muto per un teste: «Non doveva emergere l’associazione mafiosa»

REGGIO EMILIA. In avvio di udienza viene mostrato dal pm Marco Mescolini – attraverso il collegamento-video – un foglio con una serie di domande scritte a mano.

Il perché di quel manoscritto lo spiega subito il pentito Salvatore Muto: «Come si può notare – va al sodo il collaboratore di giustizia – vi sono due tipi di scrittura. Quella a penna blu è la mia scrittura, quella a penna nera di un avvocato che si era consultato con l’avvocato di Gianluigi Sarcone. Sono domande che avevo preparato per la testimonianza di Salvatore Procopio, ma alcune sono state bocciate. Non mi avevano detto nulla, ho trovato in aula le domande cancellate sul foglio, non si dovevano fare». Il pentito indica poi alcune domande cancellate, specificando meglio il ruolo di Sarcone: «Era lui che imponeva la sua volontà in carcere, non voleva che si svelasse l’associazione mafiosa. L’ha fatto anche per Palmo e Giuseppe Vertinelli, gli aveva preparato degli appunti per come dovevano deporre, per far in modo che fossero responsabilità personali, ma non dovevano svelare cose sull’associazione che toccava più esponenti». Sempre Muto ha specificato che il modello di comportamento di Sarcone «non era solo relativo al gruppo degli imputati di Aemilia in carcere, ma più ampio, all’esterno». Sulle deposizioni c’erano anche interventi – sempre secondo il pentito – a seconda che vi fossero o meno intercettazioni che coinvolgono i testimoni stessi: «Avevamo in carcere tutte le intercettazioni – dice – e a seconda delle situazioni consigliavamo ai testimoni di rispondere con dei “non ricordo” per non essere
smentiti dall’intercettazione o di rispondere “come vuoi” in assenza di intercettazioni». Suggerimenti dati «verbalmente con l’intermediazione di familiari, ma era decisamente faticoso, poi con spiegazioni migliori attraverso la chiavetta usb». Chiavetta entrata illegalmente in carcere.

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