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Processo Cemental battaglia in aula tra i consulenti legali

Correggio, al centro dello scontro il caso di Luciano Nanetti L’esperto della parte civile: «Morto per il lavoro in azienda»

CORREGGIO. Nel processo Cemental è scontro totale tra i consulenti di parte e i periti nominati dal tribunale. Uno degli argomenti centrali di scontro riguarda il nesso di causa tra il decesso di Luciano Nanetti e il lavoro svolto alla Cemental nel periodo in cui l’azienda era guidata dall’imputato Franco Ponti (subentrato al padre).

Nella scorsa udienza i due periti del collegio Stefano Candura (docente di Medicina del lavoro all’Università di Pavia) e Yao Chen (del Dipartimento di Medicina legale sempre dell’ateneo pavese), hanno messo in dubbio che il periodo di esposizione di Nanetti, nel periodo in cui l’azienda era guidata da Ponti, possa essere collegata senza dubbio al suo decesso per mesotelioma. Pochi dubbi invece sulle cause dell’asbestosi diagnosticata a Paolo Montanari, seconda parte civile nel processo.

Ieri i consulenti della difesa, il medico legale Roberto Testi e il medico del lavoro Gianluigi Di Scalzi, hanno sostenuto che Nanetti non sia morto di mesotelioma ma di un altra malattia. Inoltre hanno detto Montanari si è ammalato negli anni in cui l’azienda era guidata dal padre dell’imputato.

Il consulente delle parti civili, Enzo Merler, medico del lavoro e responsabile del Registro Veneto dei mesoteliomi affidato all’Asl di Padova, ha invece ribadito come non via sia dubbio che Nanetti sia deceduto per la tipica malattia provocata dall’amianto e che Montanari si sia ammalato in azienda a causa delle cattive condizioni ambientali. L’avvocato Ernesto D’Andrea ha poi chiesto al consulente di esprimersi su quanto dichiarato dai periti del tribunale. Merler ha detto che i due periti hanno preso a riferimento soltanto alcuni
orientamenti scientifici, seppure autorevoli. Poi ha indicato una serie di altri studi, a cura di esperti riconosciuti a livello internazionale, secondo i quali il periodo di esposizione di Nanetti sarebbe sufficiente per far insorgere la malattia. (j.d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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