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Val d'Enza, Don Bizzocchi: «A Natale non andate a fare la spesa»

Don Bizzocchi: «Si perde di vista il significato della festa». Il direttore dei Conad: «Lui si occupa di anime, io di numeri»

VAL D’ENZA. «Il giorno di Natale vai a trovare amici e parenti, rallegrati con le persone che incontri, stai con la tua famiglia, se sei cristiano vieni a messa, riposati e fai un gesto di carità. Non andare a fare la spesa: aiuterai i dipendenti degli esercizi commerciali, inutilmente costretti a passare le festività lontano dalla loro famiglia».

L’appello, circolato su WhatsApp, su internet e stampato su un volantino, è di don Paolo Bizzocchi, parroco dell’unità pastorale di Gattatico e Campegine, che scende in campo contro le aperture del 25 e 26 dicembre del Conad.

Quest’anno i Conad di Sant’Ilario, Taneto di Gattatico e Bibbiano (che, assieme a quelli Monticelli e Traversetolo, nel Parmense, hanno il medesimo direttore) resteranno aperti la mattina del 25 (dalle 9.30 alle 12.30, orario ridotto), e il solo punto vendita di Sant’Ilario anche il 26 (tutto il giorno, dalle 9 alle 21). La direzione si affretta a precisare che saranno al lavoro solo i dipendenti volontari che avranno aderito alla proposta spontaneamente, spinti da un incentivo economico.

Già l’anno scorso la ventilata decisione a Sant’Ilario aveva sollevato un polverone: era comparsa la scritta “A Natale non si lavora”, ed era intervenuto il sindaco Marcello Moretti. Tanto che la direzione Conad aveva fatto marcia indietro, chiudendo limitatamente al 25. Ora che la questione si ripresenta, è don Paolo a rivolgersi pubblicamente ai clienti affinché boicottino gli acquisti nei giorni più santi dell’anno.

«Si perde di vista il vero significato del Natale, sinonimo di tradizioni e affetto – spiega il parroco –. Non si può sacrificare tutto sull’altare del mercato. Il costume sociale è già improntato al consumismo la domenica; almeno salvaguardiamo il Natale. Queste festività dovrebbero mantenere un valore diverso. Chiedo ai cittadini di non presentarsi con i carrelli: anch’io vado ad acquistare al Conad di Taneto, ma c’è tempo per fare la spesa. Non mi risulta che nessuno sia mai morto di fame a Natale. Dal punto di vista sociale, questa è un’involuzione e un impoverimento che priva delle specificità le giornate dedicate agli affetti». Le reazioni dei parrocchiani, dice don Paolo, «sono state molto positive e improntate al plauso unanime. Solo una persona ha contestato, dicendo che altre categorie lavorano in quei giorni. E’ vero, però si tratta di addetti alla sanità e alla sicurezza: servizi essenziali. La spesa quotidiana non è essenziale».

«Il parroco di Gattatico ha tutta la mia simpatia e posso anche essere solidale con le sue parole. Ma lui si occupa di anima, io di numeri», è la secca replica del direttore dei Conad della Val d’Enza, Andrea Carletti (da non confondere con l’omonimo sindaco di Bibbiano, ma è il fratello di Mirca Carletti, sindaco di San Polo). E i numeri, un anno fa a Santo Stefano, hanno fatto boom.

«L’anno scorso – spiega Andrea Carletti – il 26 c’era pieno di gente; è stato il record di vendita annuale. È la legge che ha liberalizzato le aperture del commercio; se fossero regolamentate diversamente, io sarei ben felice di stare a casa. Ma come direttore ho il dovere di pensare ai miei 180 dipendenti, e devo sfruttare tutte le possibilità».

Sui volontari, Carletti precisa: «Guardi, io l’eventuale incasso del 25 l’ho già “girato” ai miei dipendenti

sotto forma di tessere prepagate (per la spesa alimentare) o gratifiche in busta paga. Il punto non è tanto il guadagno, bensì il supermercato, che rimane un punto di riferimento rispetto ad altre catene. Così si fidelizza il cliente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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