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Miscoso semi-isolato da un settimana

Il paese è raggiungibile solo dalla Toscana e dal Parmense. «Da lunedì scorso siamo senza telefono, posta e raccolta rifiuti»

VENTASSO. «Isolati dal territorio reggiano, dal telefono, dalla posta, dai servizi». È stata una settimana durissima, e la prossima non si annuncia migliore, per Miscoso, l’ultimo paese reggiano nell’alto Ramisetano prima del confine con Parma e con Massa Carrara. A oggi il piccolo borgo – in cui vivono poco più di venti persone, in gran parte anziani – non è raggiungibile da Ramiseto e quindi dal reggiano ed è privo dei collegamenti telefonici fissi. In una località in cui gran parte dei residenti non ha il cellulare, il problema non è da sottovalutare.

Lunedì scorso, durante una delle giornate di maltempo, piogge e vento, una frana ha divorato metà della carreggiata dell’ultimo tratto della provinciale che porta al passo del Lagastrello. Lo smottamento ha bloccato il transito dopo lo svincolo per Succiso e il ponte sull’Aliocca, lasciando isolato dal versante reggiano l’abitato di Miscoso. Il paese è comunque raggiungibile dal passo del Lagastrello, quindi dalle strade da Comano in Toscana e da Palanzano di Parma, ma per una frazione che ovviamente gravita sul reggiano questo comporta un allungamento notevole, oltre 20 chilometri di strette strade di montagna, per raggiungere il paese capodistretto, Castelnovo Monti. Ad oggi, per andare da Miscoso a Castelnovo si deve scendere lungo il lato parmense della vallata dell’Enza, arrivare al ponte sul fiume a Selvanizza e poi risalire a Taviano e infine passare da Ramiseto. Inoltre, il servizio postale e il ritiro della spazzatura, di competenza reggiana, sono fermi da lunedì scorso.

Le attività di Miscoso, fra cui il conosciuto e molto frequentato ristorante La Montanara, si trovano in difficoltà. L’assenza del telefono fisso rende difficili i contatti e la distanza, il maltempo e le notizie sulla frana allontanano potenziali clienti. Il tutto in uno dei periodi in cui Miscoso, come tante località di montagna, si prepara a ripopolarsi e ad accogliere tante persone originarie della zona, oggi residenti altrove per motivi di lavoro.

Il quadro è piuttosto cupo e gli abitanti non sono ottimisti su una risoluzione a breve termine: «Per ora non ci sono stati dati tempi né risposte di alcun tipo, ci sentiamo abbandonati. Da lunedì scorso non va il telefono e con tanti anziani senza cellulare diventa difficile avere informazioni. Ed è vero che non siamo completamente isolati, ma siamo isolati dal territorio reggiano, quello su cui gravitiamo. Senza scordare che per arrivare da noi adesso bisogna fare il passo del Lagastrello a 1.200 metri di altitudine, ci sono il ghiaccio e la neve – raccontano –. Sappiamo che ci sono tante frane e tante emergenze, ma nessun’altra località è isolata dalla propria provincia, noi sì».

In settimana anche alcuni problemi sanitari hanno pagato il conto al guaio: «Un anziano di 84 anni è caduto dalla scala e ha battuto la testa, per fortuna c’era la figlia. Però è dovuta venire l’ambulanza da Palanzano, da Parma, era quella meno scomoda. In questa zona la competenza è della Croce Verde Alto Appennino che ha sede a Busana: con la frana da Busana a qui ci vuole un’ora e mezza».

Al conto vanno aggiunti i problemi della quotidianità: «La posta non arriva da lunedì scorso, la spazzatura non viene portata via dallo stesso giorno, per fare la spesa o andare in farmacia bisogna fare lunghi giri,
non parliamo se qualcuno ha bisogno dell’ospedale di Castelnovo. E anche le attività hanno problemi. Il ristorante La Montanara ha ricevuto tante disdette, e i clienti non riescono nemmeno a prenotare, senza telefono. Come si fa ad andare avanti così?».

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