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Azzardo a Reggio Emilia, ogni giorno si giocano 1,5 milioni tra slot e video lottery

Nella nostra provincia in un anno bruciati 566.116.524 euro. A Reggiolo la spesa pro-capite è da record: 4.441 euro per abitante. L’Emilia Romagna, insieme a Lazio e Abruzzo, è la prima regione italiana per numero di vlt presenti sul territorio con 1,2 apparecchi ogni mille abitanti, ed è la quarta regione per spesa complessiva in slot e video lottery

Nove comuni reggiani nei quali si gioca mediamente una cifra superiore ai mille euro pro-capite, tra slot e video lottery (cosiddette vlt). A Reggiolo, il Comune della nostra provincia con la più alta spesa per abitante (compresi quindi neonati e minorenni), le giocate pro-capite raggiungono quota 4.441 euro, quasi il doppio dei 2.469 giocati a Novellara, che si colloca in seconda posizione, e tre volte più di Reggio capoluogo, che con 1.551 euro si piazza al sesto posto, subito dopo San Polo (terza con 1.791 euro), Sant’Ilario (quarta con 1.696 euro) e Vezzano (quinta con 1.625 euro).

 

 

Ma la febbre del gioco contagia tutta la nostra provincia, al terzo posto a livello regionale e al 16esimo posto a livello nazionale per spesa pro-capite, pari a 1.063 euro. Ogni giorno, in provincia di Reggio Emilia viene giocata una cifra pari a 1,5 milioni di euro.

 

Slot, l'inchiesta nazionale: 95 miliardi spesi nel gioco d'azzardo

 

Sono i numeri dell’emergenza gioco d’azzardo messi in luce dai dati 2016 delle rilevazioni annuali dei Monopoli di Stato per quanto riguarda l'universo delle slot e delle vlt.

 

Classifiche top 20 comuni della provincia
di Reggio nell’Emilia per giocate pro capite

 

Emilia, terra di video lottery 

 

L’Emilia Romagna, insieme a Lazio e Abruzzo, è la prima regione italiana per numero di vlt presenti sul territorio con 1,2 apparecchi ogni mille abitanti, ed è la quarta regione per spesa complessiva in slot e vlt.

 

Subito dopo Lombardia (10,3 miliardi), Lazio (5,1 miliardi) e Veneto (4,6 miliardi) la raccolta complessiva in Emilia-Romagna ammonta infatti a 4,5 miliardi di euro (2,1 dei quali giocati in slot, e 2,3 in vlt). Sempre a livello regionale, sono 32.416 gli apparecchi sparsi nel territorio. Con 1.014 euro, inoltre, la nostra è anche la seconda regione per spesa pro-capite in slot e vlt, subito dopo la Lombardia (1.036 euro).   

 

Mappa apparecchi per mille abitanti comuni dell’Emilia Romagna

 

Un business che, nella nostra provincia, si traduce in una raccolta complessiva pari a 566.116.524 euro giocati. Una cifra che, divisa per 365 giorni, restituisce un dato allarmante: ogni giorno nella nostra provincia viene giocata una cifra pari a 1,5 milioni di euro. Per ogni mille abitanti, nel Reggiano sono presenti 7,4 apparecchi. In totale sono 3.930 le macchinette sparse per il territorio (3.261 slot e 669 vlt).

 

E se Reggiolo è il Comune nel quale si gioca di più, collocandosi al 53esimo posto a livello nazionale, con 1.551 euro giocati pro-capite, Reggio Emilia si piazza al secondo posto tra i capoluoghi emiliano-romagnoli, preceduta solo da Piacenza (1.666 euro).

 

Nei Comuni reggiani, la presenza di slot e vlt è capillare. A Reggiolo, il rapporto è pari a 13,4 apparecchi ogni mille abitanti, a Vezzano raggiunge quota 14,1. Curioso il caso di Toano: nel Comune dell’Appennino non risulta nessuna vlt. Ma c'è una media di 10,7 slot per mille abitanti, per una raccolta pro-capite che "assorbe" tutti i 731 euro giocati ogni mille abitanti.

 

Mappa giocate pro capite comuni dell’Emilia Romagna

 

I rischi: fra dipendenze e criminalità

 

Numeri che non lasciano indifferente Matteo Iori, da sempre in prima linea nel contrasto al gioco d’azzardo, membro dell’Osservatorio nazionale del Ministero della Salute, presidente dell’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII e del ConaGGa, Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo, che accende i riflettori soprattutto sui pericoli connessi alla grande diffusione di vlt.

 

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Gratta e vinci, lotterie, superenalotto, scommesse sportive, lotto, macchinette, gioco online, ippica, bingo: nel 2016 gli italiani hanno speso 95 miliardi nel gioco, oltre la metà solo in slot machine e videolottery. Pari a più di due manovre finanziarie. La Lombardia è la regione che spende di più, seguita da Lazio e Veneto. L'Abruzzo è la regione con la maggiore densità di apparecchi. Prato è la provincia italiana con la giocata pro capite più alta. Tutti i dati nell'inchiesta del Gruppo Gedi

 

Liberarsi della ludopatia. A Reggio la Papa Giovanni XXIII dal 2000 gestisce gruppi settimanali per giocatori patologici. Attualmente ce ne sono quattro alla settimana. Dal 2013, è stata aperta anche una comunità residenziale per giocatori d’azzardo. I giocatori patologici seguiti dai Sert di Reggio sono passati dai 42 del 2012 ai 132 del 2015.


“C’è un dato che mi sembra molto curioso – commenta Iori – se la spesa pro-capite alle vlt per la provincia di Reggio Emilia è di 562 euro, cifra già di per sé molto alta che la porta ad essere 16esima in Italia, vediamo che la spesa pro-capite per le Vlt nel comune di Reggiolo è quasi sette volte tanto: di ben 3.523 euro.  Questa cifra è assolutamente fuori da ogni media logica. Perché può essere importante interrogarsi su questa cifra? Reggiolo è forse pieno di persone con dipendenza da Vlt? Non credo; penso piuttosto ad altro. Penso soprattutto alla criminalità organizzata”.

 

Classifica delle province dell’Emilia Romagna
per apparecchi per mille abitanti

 

Pericolo riciclaggio. Per Iori, “le vlt sono ottimi strumenti per riciclare il denaro sporco: si inseriscono nelle macchinette delle banconote, magari ottenute illegalmente, si fanno poche partite e poi si ritira il resto; la macchina stampa uno scontrino che indica una “vincita” per i soldi rimanenti. Ad esempio inserendo 1.000 euro in banconote (la vlt accetta banconote da 100-200 e anche 500 euro), si giocano 3 partite da due euro e poi si può ritirare una “vincita” da 994 euro. Questo scontrino viene poi consegnato al gestore di sala che procede nel far accreditare con un bonifico dal concessionario i soldi al “vincitore”. Quando arrivano i soldi sono “puliti” e giustificabili ad eventuali controlli e attualmente non è possibile dimostrare che non siano solo frutto di una giocata da due euro fortunata”.

 

Classifica delle province dell’Emilia Romagna
per giocate pro capite

 

Il confine con l'illegalità. Secondo il presidente ConaGGa, è lo stesso meccanismo di funzionamento delle vlt a creare quelle zone d’ombra che rischiano di diventare terreno fertile per la criminalità organizzata. Anche e soprattutto a Reggio, teatro del maxi-processo Aemilia, il più grande processo contro il radicamento mafioso della ‘ndrangheta nel nord Italia.

 

 “Da anni denuncio questo rischio in tutti i luoghi possibili – aggiunge Iori  – fino ad ora non si sono messe in atto procedure che lo impedissero, ma sono ottimista: come membro dell’Osservatorio nazionale sui rischi del gioco d’azzardo del Ministero della Salute ho proposto e ottenuto di inserire un punto specifico in un documento che è stato inviato al Ministero dell’Economia e che chiede di modificare le vlt, permettendo l’introduzione di una sola banconota alla volta e la possibilità di introdurne un’altra solo quando è finito tutto il credito della precedente. Questo ridurrebbe drasticamente il rischio di riciclaggio. Da un incontro fatto la settimana scorsa con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta sembra che a breve ci sia la reale intenzione di fare questa modifica. Vedremo e nel frattempo continueremo a leggere i dati”.

 

La legge emiliana e i ricorsi 

 

L’Emilia-Romagna è stata una delle prime Regioni italiane a fare una legge per la riduzione dei rischi del gioco d’azzardo, con la legge 5 del 2013 dell’ex consigliere regionale reggiano del Pd, Beppe Pagani. Successivamente la Regione ha promulgato la legge 18 del 2016 e la delibera di giunta 831 del giugno 2017, nelle quali si danno disposizioni chiare sul fatto che le nuove sale da gioco, le sale scommesse e l’installazione di nuove slot o vlt, non possano avvenire a distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili: come scuole, ospedali, chiese, centri aggregativi, impianti sportivi, strutture socio sanitarie, ed altri. Una legge, tuttavia, al centro di numerosi ricorsi al Tar da parte delle società che si occupano di azzardo.

 

“La delibera di giugno 2017 – spiega Iori – dà ai Comuni sei mesi di tempo per mappare il territorio alla ricerca di luoghi di gioco a distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili, successivamente i Comuni avranno altri 6 mesi di tempo per comunicare ai titolari l’adozione di provvedimenti di chiusura o il divieto di rinnovo dei contratti con i concessionari. Gli esercenti che vorranno delocalizzare e spostare l’attività avranno altri 6 mesi di tempo. In pratica entro un anno e mezzo i punti con slot e vlt dovrebbero calare notevolmente in tutta la regione”.

 

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Accanto alla legge regionale, già a partire dal 2013 anche il Comune di Reggio Emilia si è dotato di una normativa locale che limita l'insediamento di nuove sale vlt, dapprima prevedendo le possibilità di un loro insediamento esclusivamente nelle zone industriali, successivamente vincolando le nuove aperture anche a specifiche delibere del consiglio comunale.

 

Grazie a queste normative, si è arrivati recentemente anche all'esproprio di una sala slot, l'Admiral di via Cassoli 1, posta sotto sequestro dall'amministrazione comunale per irregolarità nella destinazione d'uso e trasformata ora in uno spazio per sviluppare le idee, la proposte e la creatività dei giovani.

 

Reggio Emilia, l'ex sala slot sequestrata diventa uno spazio per i giovani Era una sala giochi dedicata alle slot, al gioco d'azzardo, ed era irregolare perché ritenuta dal Comune in contrasto con le norme di destinazione d'uso del Regolamento urbanistico edilizio. Dopo un contenzioso, i giudici amministrativi hanno giudicato illegittimo l'insediamento, confermando le decisioni dell'amministrazione. Finiti in proprietà comunale dopo il sequestro, quei 180 metri quadrati dell'ex Admiral, al piano terra di via Cassoli, civico 1, a porta Castello, diventano ora lo Spazio 'Viacassoliuno': vengono pienamente 'riscattati' dalla loro abusiva destinazione con un nuovo uso, legittimo, e per di più con finalità educativa, culturale, creativa e di incontro per i ragazzi.  Il 30 ottobre prossimo il Comune pubblicherà sul proprio sito istituzionale www.comune.re.it  un Invito a manifestare interesse per sviluppare progetti nell'immobile 

 

Quanto alla mappatura prevista dalla legge regionale, il via al censimento è stato approvato dalla giunta comunale nella riunione del 12 dicembre 2017.

 

Secondo la delibera, sono in tutto 235 gli esercizi commerciali di Reggio Emilia dotati al loro interno di slot, che risultano irregolari ai sensi della nuova legge regionale. Non solo sale gioco. Ma anche edicole, tabaccherie, bar (moltissimi gestiti da titolari cinesi) e persino circoli Arci, individuati a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili della normativa regionale».

 

Ad individuare le attività irregolari è stato il servizio Rigenerazione urbana del Comune. Per i titolari di sale giochi e sale scommesse, è prevista anche la chiusura. Quanto ai titolari di altri esercizi, la legge prevede il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti di utilizzo alla loro scadenza. 

 

 

Nella delibera comunale che acquisisce la mappatura, si legge infatti che il «servizio attività produttive ed edilizia provvederà a dare seguito ai provvedimenti necessari» e pertanto «comunicherà a tutti gli esercizi ricadenti nel divieto di esercizio l'adozione dei relativi provvedimenti di chiusura e il divieto di istallazione di nuovi apparecchi, oltre al divieto di rinnovo dei contratti di utilizzo degli apparecchi di gioco lecito alla loro scadenza».

 

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