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Via Emilia come veicolo del messaggio cristiano

Ieri sera l’inaugurazione della mostra “Ego Sum Via” al Museo Diocesano Presenti opere inedite provenienti dallo scavo archeologico della cattedrale

REGGIO EMILIA. Dopo aver avvicinato tante città la via Emilia ha compiuto il miracolo di unire nel fervore culturale le istituzioni civili e religiose reggiane. L’inaugurazione al Museo diocesano di una mostra dedicata alla via Emilia ha evidenziato infatti la stretta collaborazione fra i Musei civici (che custodisce tanti segni romanici), l’Auditorium del Credem (ci sono le fondamenta di un edificio romano), il Palazzo Vescovile che ieri ha messo in mostra nuovi reperti.

Univoco il pensiero degli intervenuti alla festa inaugurale preceduta da un incontro nei sotterranei della banca dove il presidente Giorgio Ferrari ha sottolineato come il nome originale dell’istituto di credito (Banca agricola commerciale di Reggio Emilia) richiamasse la città fondata da Marco Emilio Lepido nel 187 avanti Cristo. «I segni dell’identità romana di Reggio – ha annotato il presidente della Provincia Giammaria Manghi – confermano l’impostazione viaria della centuriazione e le collezioni museali accentuano questa originale connotazione». «Reggio sta confermando – ha aggiunto il sindaco Luca Vecchi – che questo è un popolo che cerca legami e connessioni, dà valore alla convivenza anche nella diversità. La via Emilia ha unito i popoli e la città si è appropriata di quel nome di cui mena vanto e valorizza con queste mostre».

Di proficua sinergia ha parlato anche Luigi Malnati direttore della Sovrintendenza alle belle arti che ha ricordato i suoi precedenti reggiani vissuti con questo prezioso modo di operare: «Un modello di successo che va esportato per raccogliere tesori nascosti che delineano il quadro storico. Lodevole – ha concluso – il fatto che i reperti rinvenuti restino qui e siano valorizzati».

Elisabetta Farioli ha rammentato come “On the road” sia un progetto che investe anche Modena e Bologna ed ha segnalato l’imminente disponibilità di una App per i turisti.

Appassionato l’intervento di monsignor Tiziano Ghirelli che ha ringraziato i promotori dell’iniziativa soffermandosi sul fatto che la via Emilia è stata anche veicolo di cristianità.

Non a caso l’esposizione del Museo diocesano è intitolata “Ego sum via” ed espone fra l’altro un vaso trovato a Cacciola di Scandiano con il simbolo di un’ancora e il monogramma XP (Cristos).

Monsignor Massimo Camisasca ha infine parlato del valore strategico e del coraggio di Lepido nel dare vita alla via Emilia paragonandola
con le nuove vie di comunicazione (Autosole e fermata Mediopadana). Ha quindi esaltato il valore dell’approfondimento storico per dare nuovi orizzonti culturali ed obiettivi alle nuove generazioni. Poi, tutti al Museo Diocesano per la visita alla mostra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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