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Reggiolo, l’omicida davanti al giudice

Giampaolo Dall’Oglio oggi sarà interrogato, dal suo burrascoso passato emergono licenziamenti e continui traslochi

REGGIOLO. Giampaolo Dall’Oglio, il presunto assassino del 31enne Francesco Citro, comparirà oggi davanti al giudice Giovanni Ghini per l’udienza di convalida del fermo, che dovrebbe svolgersi in mattinata nel carcere della Pulce di Reggio.

Il mantovano 63enne deve rispondere delle accuse di omicidio, tentato omicidio, incendio e porto abusivo di arma da fuoco.

Le ricerche della pistola utilizzata per l’esecuzione di Citro, una calibro 9x21, è ancora in corso.

In questi giorni gli inquirenti hanno scavato nella vita del presunto assassino, per ricostruire il suo profilo.

Dal suo passato emergono episodi di violenza domestica, due arresti, problemi di alcol e un’estrema mobilità tra le province di Mantova e Reggio. In pochi anni ha fatto almeno una decina di traslochi (non è noto se avesse avuto scontri con i vicini di casa).

Dall’Oglio, nato il 31 luglio 1954 a Mantova, si era sposato una prima volta nel 1974, quando faceva la guardia giurata, e due anni dopo aveva avuto un figlio. La relazione era poi andata in crisi e nel 1990 si era trasferito a Bigarello di Mantova da solo. Nel 1995 Dall’Oglio era stato arrestato per ricettazione a associazione a delinquere dalla questura di Mantova, per un giro di auto rubate e aveva perso il lavoro.

Nel 1999 era stato assunto all’Arni, a Boretto, e nel 2000 si era trasferito a vivere a Brescello.

Nel 2004 era andato a vivere a Boretto e nello sresso anno aveva traslocato a Castelnovo Monti. Un anno dopo aveva divorziato dalla prima moglie.

Nel 2005 aveva cambiato ancora comune di residenza ed era andato Vetto, per poi trasferirsi l’anno dopo a Viadana. Nel 2007 aveva traslocato a Boretto, per poi tornare nel 2010 sulla sponda mantovana, sempre a Viadana dove nel 2013 era finito ai domiciliari in via Marconi per violenza alla compagna: fatti per i quali l’anno dopo era stato condannato a tre anni di reclusione per lesioni personali e violenza privata.

Nel 2014, quando era in prova ai servizi sociali, gli venne revocato questo beneficio per aver picchiato il figlio della sua nuova compagna. Nel 2015, una volta uscito dal carcere, aveva sposato Barbara Canneto, originaria di Catanzaro.

Giampaolo Dall’Oglio si era infine trasferito a Villanova di Reggiolo, ai domiciliari, nel 2015, a casa
della moglie, e nel 2016 era tornato libero (fino a giovedì sera quando i carabinieri lo hanno sottoposto a fermo e portato nel carcere di Reggio).

Dopo essere stato sospeso dal lavoro, all’Aipo, il mantovano aveva ottenuto il reintegro. (j.d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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