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Il barbiere che “resiste” compie 73 anni di attività

Sergio Bianchi Ballano, 83 anni e una vita passata nella bottega di Lentigione È anche un apprezzato artista naif: nel negozio un’esposizione delle sue opere

BRESCELLO. Era il 1944 quando Sergio Bianchi Ballano iniziò a lavorare come garzone nella bottega del barbiere De Caroli di Lentigione, frazione di Brescello. All’epoca Sergio era un bambino, e da allora sono passati ben 73 anni: in tutto questo tempo Bianchi Ballano ha imparato il mestiere e ha avviato il suo negozio di barbiere che “resiste” nel tempo e che lo vede ancora in attività oggi che di anni ne sta per compiere 83.

«Di recente la Cna – spiega il barbiere di Lentigione, che all’interno del suo negozio ha allestito una mostra permanente dei suoi quadri naif – mi ha comunicato che il mio rappresenta un record assoluto in termini di “fedeltà” alla professione, nessuno ha mai lavorato così tanto e di questo vado molto fiero».

L’attività di Bianchi Ballano prosegue negli anni nonostante l’aumento della concorrenza, che non facilita certo la vita delle piccole attività di paese.

«Ma io vado avanti lo stesso – sottolinea con orgoglio – con il mio taglio classico, sono uno dei pochi rimasti che utilizza soltanto forbici e pettine, senza macchinetta».

Il negozio di Sergio Bianchi Ballano, che si trova in via Imperiale a pochi metri dalla chiesa, è una vera e propria icona di Lentigione, dove in tanti amano fermarsi non solo per “barba e capelli”, ma anche per scambiare gradevoli chiacchiere con il titolare, sempre intento ad adoperare forbici o pennelli.

Il suo lato di artista nasconde aspetti molto curiosi, che lo stesso Sergio racconta e ricorda con piacere. «Nel 1975 – spiega – ho ricevuto il premio Ligabue a Gualtieri nella sala da ballo che allora si chiamava 501. A consegnarmi l’attestato furono nientemeno che Cesare Zavattini e Romolo Valli, che poi vennero anche in negozio per osservare da vicino la mia produzione. Non scorderò mai l’elogio di Zavattini, che mi definì un naif vero».

Tante le partecipazioni ai concorsi, anche fuori provincia. Poi, verso la metà degli anni Novanta, una pausa durata fino a qualche tempo fa. A farlo ricominciare, è stato un amico: «Mi ha mostrato le foto dei miei vecchi quadri e da lì mi è ritornata la voglia. E così, tra un taglio e l’altro, quando ho del tempo libero, dipingo qui in negozio. Mi piace raffigurare soprattutto paesaggi rurali, che mi ricordano la mia infanzia». Un’altra pausa, più breve, risale a pochi anni fa, quando venne a mancare la moglie: una perdita che inevitabilmente lo ha segnato, ma dalla quale ha saputo trarre spunto per andare avanti grazie all’affetto dei figli e alla spensieratezza

che solo i momenti di pittura gli sanno regalare. In questa bottega piena di colori, dove il tempo sembra essersi fermato a tanti anni fa, ci sono tutti gli ingredienti che rendono la bassa un luogo magico. Provare per credere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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