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Brucia il tetto della stazione di Bagnolo

Al primo piano abitano due famiglie con una bimba di 10 mesi, tutti illesi. Completamente crollata quasi tutta la copertura

BAGNOLO IN PIANO. Un vasto incendio durato parecchie ore, un fumo altissimo visibile da chilometri, sei squadre dei vigili del fuoco impegnate dalla mattina fino al tardo pomeriggio e due famiglie costrette a trovarsi un’altra abitazione. È il bilancio del rogo accidentale che ieri ha distrutto il tetto della stazione ferroviaria di Bagnolo in Piano, ridotto a poco più che uno scheletro annerito. Un incidente partito, stando alle ultime ricostruzioni, da un surriscaldamento della canna fumaria alimentata da una stufa a pellet che i residenti utilizzavano per scaldarsi.

Non si sarebbe trattato, però, di un incendio partito all’improvviso ma piuttosto di un fuoco che si è alimentato gradualmente nel tempo. Secondo le testimonianze dei presenti, radunati a decine per osservare il difficile lavoro dei vigili del fuoco, già verso le 7.30 qualcuno avrebbe notato del fumo uscire dal tetto della stazione senza però dare l’allarme, scambiandolo per un normale vapore da camino.

Solamente alle 10.04, due ore e mezza dopo, è arrivata la chiamata che ha messo in movimento gli uomini di via della Canalina. A telefonare è stata una delle nove persone di origini marocchine che vivono al primo piano dell’edificio, Mohamed Traiki, che in quel momento era fuori casa. Ad avvisarlo è stata la moglie, terrorizzata per le sorti della figlia di appena dieci mesi che stava con lei.

Per fortuna le due, accompagnate dal fratello di Traiki arrivato il giorno prima da Milano, sono riuscite a uscire dall’edificio appena in tempo.

«Da quello che sappiamo – racconta Cosimo Tucci, titolare del ristorante antistante la stazione – hanno anche provato a spegnere le fiamme con un estintore ma ormai era troppo tardi. Il fuoco era troppo esteso e il fumo era altissimo, si vedeva da chilometri di distanza». In via Marconi si sono precipitate sei squadre dei vigili del fuoco dalle stazioni di Reggio Emilia e Guastalla, assieme ai volontari di Luzzara, due mezzi aerei, un’autobotte e una pattuglia di carabinieri di Bagnolo. Uno schieramento di forze imponente per domare un incendio che, nel frattempo, si era esteso a tre quarti del tetto.

A rendere ancora più complesso il lavoro dei pompieri i crolli di tegole e controsoffitti letteralmente mangiati da fiammate alte diversi metri.

Durante l’intervento, inoltre, sono state trovate anche una mezza dozzina di bombole a gas che sono state immediatamente portate fuori dallo stabile e messe in sicurezza prima che accadesse il peggio. Il lavoro dei vigili del fuoco, dalle 10 di mattina, è andato avanti fino al tramonto e alla fine il primo piano della stazione è stato dichiarato inagibile.

Le due famiglie però, fortunatamente, non dovranno
dormire all’addiaccio. La prima si trova in Marocco mentre la seconda, con bimba di dieci mesi al seguito, è già stata sistemata dal Comune.

Inesistenti invece i ritardi sul traffico ferroviario della Reggio-Guastalla, molto scarso di domenica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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