Quotidiani locali

«L’Enel ci dia il Lagastrello contro l’emergenza idrica»

Montecchio, la Cia fa il punto sulla crisi d’acqua nel fiume Enza vissuta in estate «Tempi lunghi e incertezze per i mini invasi sul fiume, l’invaso può darci un aiuto»

MONTECCHIO. L’ipotesi dei tre mini invasi a fianco all’Enza nella zona della tangenziale di San Polo con tutta probabilità sarà scartata, mentre resta in piedi l’eventualità dell’invaso del Lagastrello. Sono queste le novità per risolvere la crisi idrica dell’Enza rese note dalla Cia.

Nei giorni scorsi un incontro del Direttivo di Cia (Confederazione italiana agricoltori) si è riunito nella sede di Montecchio, per fare il punto sul problema idrico che ha tenuto banco la scorsa estate. È stata l’occasione, da parte del presidente zonale Giorgio Affanni e del responsabile della zona Montecchio Antonio Senza, insieme al presidente provinciale Antenore Cervi, per riflettere su quanto emerso nelle riunioni del Tavolo regionale.

La cabina di regìa (formata da Bonifica dell’Emilia Centrale, dai Comuni dei due versanti, Provincia, assessore all’Ambiente regionale Paola Razzolo con il placet del ministro dell’Ambiente Galletti) entro il 30 aprile 2018 dovrà pronunciarsi sui fabbisogni idrici (tramite uno studio nell’ambito del PTA, piano territoriale delle acque) nonché sulla strategia (quali invasi, quali dimensioni, con quali fondi).

In negativo sono emerso che ci sarebbero ostacoli alla realizzazione dei tre mini invasi da parte della Bonifica: «750mila metri cubi complessivi per i quali ci sarebbero risorse tramite il piano di sviluppo rurale, ma pareri negativi dell’Autorità di Bacino e della stessa Regione, per motivi di incongruenza ambientale. Probabilmente non se ne farà nulla», spiega Senza.

In positivo, invece, c’è che la Regione ha chiesto ad Enel la disponibilità a recuperare l’invaso del Lagastrello, una struttura da 2 milioni di metri cubi disattiva da anni per la quale servirebbero, oltre all’autorizzazione di Enel, interventi di ripristino. «La proposta era nata dal convegno di Barco di Agrinsieme, coordinato da Cia, dell’ottobre 2016, a dimostrazione che avevamo visto giusto ben prima dell’emergenza siccità del 2017 – prosegue Senza –. Certo sarebbe una soluzione tampone, in attesa di un nuovo invaso, poiché il Lagastrello non soddisferebbe i fabbisogni per gli usi agricoli, civili e produttivi, per i quali servirebbero parecchi milioni di metri cubi».

Ma basterebbe per le necessità urgenti delle coltivazioni, visto che realizzare un invaso ex novo comporterebbe dai cinque ai dieci anni, secondo una stima degli addetti ai lavori. Secondo Senza, «il percorso vede il settore agricolo schierato su una posizione univoca».

Di recente i Consorzi Irrigui Locali, riunitisi a Bibbiano, in quanto il sindaco bibbianese Andrea Carletti rappresenta i Comuni della val d’Enza al tavolo, hanno lamentato di essere stati
esclusi dal tavolo regionale. «Nel tavolo l’intero mondo agricolo è rappresentato dalla Bonifica: è una mediazione – spiega Senza –. Non ha senso dividersi, il settore deve marciare compatto e fare proposte sia sui progetti sia sul reperimento risorse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista