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«Ha pranzato con me come se nulla fosse»

Un collega all’Aipo di Boretto: «Non litigava mai con nessuno, ma tendeva ad esagerare con l’alcol»

BORETTO . «Giovedì mattina sono andato a pranzo con un assassino, non mi sembra ancora vero». È scosso uno dei colleghi di Giampaolo Dall’Oglio all’Aipo di Boretto, e fatica a capacitarsi che l’uomo con il quale ha condiviso anni di lavoro si sia macchiato dell’omicidio che in questi giorni ha sconvolto la Bassa reggiana.

Dall’Oglio lavorava dal 1999 all’ex Arni di Boretto (ente che oggi è in comando presso l’Aipo, con i dipendenti che vengono stipendiati dalla Regione) e da diverso tempo svolgeva l’attività di magazziniere, in particolare dopo i problemi di salute – legati a problemi cardiaci – che aveva accusato in passato e che non gli consentivano particolari sforzi. In passato, aveva lavorato anche sul fiume, a bordo delle draghe, ma abbandonò poi questa mansione dopo il periodo di detenzione per i maltrattamenti all’ex compagna.

Dai controlli è emerso inoltre che proprio a Boretto – dove in molti lo ricordano, anche se solo di vista – l’uomo ha vissuto per tre anni, dal 2007 al 2010: prima e dopo, diversi anni a Viadana per poi trasferirsi a Reggiolo.

«La notizia del suo arresto – prosegue nel proprio racconto il collega – ha sconvolto tutti, sia gli operai che gli impiegati che lavorano negli uffici. Non abbiamo mai avuto particolari rapporti al di fuori delle ore di lavoro ma per quanto posso dire è sempre stato una persona riservata. Tutti sapevamo del suo carattere particolare e dei suoi precedenti, ma sul posto di lavoro non è mai venuto alle mani con nessuno. Piuttosto, tendeva a volte a esagerare con l’alcol: il fatto che assumesse farmaci per il cuore e che li accompagnasse all’alcol non era certo un bene per la sua salute. In passato gli era stata anche tolta la patente in quanto trovato positivo all’alcoltest. Quando andava su di giri non era facile da gestire».

All’Aipo Dall’Oglio si occupava della gestione del magazzino, al cui interno si trovano per lo più ricambi e materiale ferroso. Giovedì mattina, ad esempio, era andato a pranzo con due dei suoi colleghi. «Abbiamo mangiato in un bar di Boretto e mi è parso tranquillissimo – continua l’uomo, di cui non indichiamo le generalità –. Non ha mangiato molto, ha lasciato nel piatto il secondo ma non sembrava affatto
turbato».

A quanto risulta, a inizio settimana Dall’Oglio è rimasto a casa dal lavoro per qualche giorno. «Non ha mai parlato di problemi con i vicini – conclude il collega –. Sulla sua vita privata era molto riservato».

Andrea Vaccari

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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