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Sì unanime alla mozione “No Fantozza”

Novellara, il consiglio approva la richiesta di revocare la concessione per le ricerche di idrocarburi

NOVELLARA. «Per fermare le ricerche di idrocarburi occorre una specifica richiesta dei Comuni», dissero gli assessori regionali Palma Costi e Paola Gazzolo lo scorso luglio a Fabbrico. Ora il Comune di Novellara è il primo a fare un passo ufficiale. Mercoledì il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che richiede alla Regione Emilia Romagna la revoca delle concessioni di ricerca di idrocarburi nell’area Fantozza, una zona di oltre 100 chilometri quadrati tra i comuni di Guastalla, Novellara, Fabbrico, Campagnola, Reggiolo, Rolo e Rio Saliceto

«Questo atto si colloca alla fine di un lungo percorso che ha coinvolto sia il mondo politico che quello civile, vedendo la fioritura di diversi comitati contrari alle ricerche di idrocarburi – si legge in un comunicato del Comune –. In particolare, nel corso di un incontro pubblico tenutosi nel luglio scorso a Fabbrico, l’Assessore Regionale aveva richiesto ai Comuni interessati di inviare un’esplicita richiesta di fine delle attività di prospezione. I Comuni nei giorni scorsi hanno fatto pervenire questa richiesta, e il passaggio di mercoledì in Consiglio sancisce la sostanziale unità fra parti politiche su questo tema».

«Siamo molto soddisfatti per la posizione di Novellara e perché questa ha trovato d’accordo tutti i Comuni del comprensorio coinvolto», commenta il direttore della Coldiretti reggiana Assuero Zampini. Al Consiglio hanno partecipato anche rappresentanti di CIA, Consorzio della bonifica e Guardie ecologiche volontarie, che hanno espresso il loro parere di contrarietà alle prospezioni. Lo stesso hanno fatto i rappresentanti dei comitati No Triv e No Fantozza. «Ringraziamo l’amministrazione di Novellara che ci ha dato la possibilità durante il consiglio – continua il rappresentantoedi Coldiretti – di esprimere i motivi del no alla ricerca sugli idrocarburi per il principio di precauzione nella difesa della reputazione del nostro territorio e dei suoi prodotti, oltre che della qualità dell’ambiente da cui dipendiamo. L’agricoltura è un settore che sta incrementando occupazione e valore anche in termini di tutela del territorio».

Tra gli argomenti portati dagli ambientalisti per fermare le ricerche c’è
proprio la vocazione agroalimentare di territori in cui nascono il Reggiano Lambrusco Doc, l’Igp Lambrusco dell’Emilia, il Parmigiano Reggiano Doc, l’Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Doc e, l’ultima arrivata tra le denominazioni provinciali, l’Anguria reggiana Igp.



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