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bibbiano, riprendono gli scioperi 

Coopbox, l’azienda chiede sacrifici I dipendenti: «Non siamo bancomat»

BIBBIANO. Dopo solo due settimane dal primo sciopero, i lavoratori del settore produttivo della Coopbox di Bibbiano sono di nuovo in agitazione. «Siamo operai non un bancomat». «Non ci sto!...

BIBBIANO. Dopo solo due settimane dal primo sciopero, i lavoratori del settore produttivo della Coopbox di Bibbiano sono di nuovo in agitazione. «Siamo operai non un bancomat». «Non ci sto! Lavoratori in lotta». «Abbiamo già dato». Sono alcuni degli slogan espressi con gli striscioni appesi ieri giovedì dai lavoratori davanti all’azienda, in via Vittorio Veneto. Per tutta la giornata gli operai hanno effettuato il blocco dello straordinario e della flessibilità e hanno presidiato pacificamente i cancelli perché, a quanto pare, l’azienda resta irremovibile sulle proprie posizioni. Gli accordi sottoscritti un anno e mezzo fa in Provincia prevedevano la riduzione dello stipendio di 150 euro circa con il ripristino a partire dal 2018, ma la Coopbox non solo non ripristinerà lo stipendio ridotto a suo tempo; ora chiede ai lavoratori di rinunciare anche alla quattordicesima. Dopo lo sciopero proclamato il 17 novembre scorso, l’azienda, invece, di convocare i sindacati, ha deciso di inviare una lettera direttamente ai lavoratori, scavalcando Rsu e organizzazioni sindacali.

«La scelta della direzione aziendale di rivolgersi direttamente ai lavoratori, superando di fatto il sistema delle relazioni sindacali che è sempre stato utilizzato fino ad ora – afferma Pino Oliverio della Filctem Cgil – è una decisione molto forte. E’ un comportamento che va oltre la correttezza».

Nella lettera, l’azienda ricorda che opera in un contesto di difficoltà finanziaria che condiziona sia l’attività della Coopbox stessa che quella del gruppo di controllo (Ccpl), e che la crisi si è accentuata nel 2017 a causa dell’aumento del costo delle materie prime. «Una prima stima del budget 2018 – scrive l’azienda nella lettera inviata ai dipendenti – presenta un risultato negativo che può condizionare in modo importante le relazioni bancarie e mettere in discussione l’accordo siglato e la stessa continuità aziendale, qualora le banche dovessero decidere di bloccare gli affidamenti concessi e non rinnovarli». Per questo l’azienda ha elaborato un piano che prevede due milioni di euro di risparmi, di cui la parte del personale vale circa il 45% di tale cifra, ed intacca trattamenti aggiuntivi della busta paga concessi negli anni in cui l’azienda poteva permettersi tali erogazioni, ma nel contempo l’azienda ribadisce che saranno garantiti i livelli occupazionali attuali dello stabilimento. «Per fare ciò, è fondamentale avere il sostegno di tutti i lavoratori di Coopbox, ed auspichiamo che tale difficile attività di risanamento si possa svolgere anche con l’aiuto delle Rsu», conclude la lettera.

«Noi siamo disponibili al confronto con l’azienda – assicura Oliverio – ma i lavoratori hanno già sopportato molti sacrifici rinunciando al premio di produzione, e adesso devono rinunciare alla quattordicesima e lavorare di più. La direzione aziendale non può pensare di continuare
a competere sul mercato in questo modo». Il sindaco Andrea Carletti, che segue con apprensione la vicenda, ai rappresentanti sindacali ha detto che si attiverà al più presto per convocare le parti assieme al presidente della Provincia. (d.s.)

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