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Canossa sarà parco archeologico

Firmato il passaggio di consegne alla nuova associazione che gestirà il castello

CANOSSA. E’ stato firmato ieri mattina a Palazzo Allende, sede della Provincia, il passaggio delle consegne per la conduzione e la valorizzazione del castello e del polo museale di Canossa. Il documento è stato sottoscritto dall’architetto Andrea Sardo per conto del ministero per i Beni e le attività culturali e da Elvira Rossi, presidente dell’associazione di volontariato “Matilde di Canossa”, che ha vinto il bando pubblico di concessione in uso di beni immobili del demanio.

In palio c’era una quindicina di complessi, ma solo sei sono stati assegnati e uno, quello appunto riferito alla residenza matildica, finora gestito da Archeosistemi, è andato all’associazione reggiana che lo condurrà per 10 anni. L’impegno parte oggi stesso e prevede il pagamento di un simbolico canone di affitto, ma in compenso consentirà l’attuazione di un piano di valorizzazione del complesso canusino e il suo collegamento con altri monumenti, come la torre e il castello di Rossena, per dar vita a un itinerario di carattere turistico e culturale estendibile anche a livello interprovinciale. Facile immaginare la soddisfazione degli artefici di questo risultato. Ad iniziare appunto da Elvira Rossi e Angela Chiapponi Gibertini, che ora dovranno farsi carico della ricerca dei fondi necessari agli interventi di valorizzazione. Fortunatamente sono già stati stanziati dallo Stato 3 milioni di euro per la messa in sicurezza della rupe, e i cantieri saranno aperti all’inizio del 2018. Complimenti all’Associazione di volontariato culturale (una onlus) sono stati espressi da Sardo, direttore del polo museale regionale; dal sindaco di Canossa, Luca Bolondi, che ha già messo gratuitamente a disposizione un locale; dall’assessore alla cultura dello stesso Comune, Clementina Santi. A nome della diocesi reggiana è venuto il caldo sostegno di monsignor Tiziano Ghirelli.

Ma cos’ha in animo di fare l’associazione, che vanta fra i propri sostenitori i Lions della zona (fra i presenti, Vaiani), oltre ad alcuni illuminati imprenditori? Creare un parco archeologico. E’ quanto hanno chiarito gli studiosi Alberto Monti e Giovanni Maccioni, dell’Istituto italiano dei castelli, e i colleghi Corrado Ruggeri e Benedetta Grigoli, l’esperto di musei Massimiliano Righini e Mara Bianchi, addetta alla raccolta di fondi attraverso benefattori e bandi regionali ed europei. Tutto questo per un bene che si candida a diventare un polo nevralgico di affascinante richiamo per storici, ricercatori e turisti di mezza Europa.

In primo luogo ci sarà lo studio dei manufatti esistenti e di quelli eventualmente nascosti; verranno poi effettuate migliorie sia al castello che al museo, e fatte altre opere atte ad agevolare l’accesso di portatori di handicap. Non mancheranno nuove tecnologie ad uso didattico (filmati, strumenti multimediali) per illustrare i
passaggi storici di un complesso che – vale la pena di rammentarlo – nel Cinquecento ospitò anche l’Ariosto. La voglia di fare e fare bene non manca. Nel frattempo, l’attuale custode del castello Alan Coppellini lascia l’incarico e passa al castello di Torrechiara. (l.v.)



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