Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

La Sacmi preferisce Salvaterra alla Cina

Il colosso imolese vuole espandersi nel comprensorio ceramico e studia una rilocalizzazione che vale 50 posti di lavoro

CASALGRANDE. Sacmi si allarga a Salvaterra con possibili 50 nuovi posti di lavoro. Il colosso imolese dei forni ceramici – che nel paese casalgrandese ha già tre stabilimenti attivi, Sacmi Forni, Cmc e Intesa – vuole riportare in Italia un impianto di fabbricazione di componenti attualmente attivo in Cina. E la sede scelta per questo ritorno è proprio il polo produttivo al villaggio Macina a Salvaterra, in via dell’Artigianato, dove già operano tre dei tanti marchi dell’enorme mondo Sacmi, una realtà di livello internazionale nel settore dei forni per la ceramica attiva letteralmente in tutto il mondo.

Alcuni anni fa la dirigenza Sacmi aveva deciso di aprire un impianto nel territorio cinese, destinandolo alla realizzazione di alcune componenti per la loro impiantistica. L’esperimento sembra ormai destinato alla conclusione con il rientro alla base, in Italia, dell’impianto. E qui arriva Salvaterra, dove l’azienda ha già una presenza forte e stabile e dove intende fare investimenti e potenziamenti. L’idea è di portare proprio nel casalgrandese gli impianti, che poi dovrebbero essere ovviamente popolati con maestranze locale: si tratterebbe di un trasloco capace di garantire una cinquantina di nuovi posti di lavoro sul territorio. Per ora si tratta di un’idea, anche se piuttosto concreta, ancora non si è entrati nei dettagli. La certezza riguarda appunto la sede, Salvaterra, e l’area già attualmente impegnata con Sacmi Forni, Cmc e Intesa. «Il presidente Paolo Mongardi mi ha parlato di questo progetto, ovviamente noi siamo molto contenti, sarebbe una nuova spinta per il nostro territorio da parte di una realtà di altissimo profilo come Sacmi», racconta il sindaco Alberto Vaccari. «Si parlerebbe di una cinquantina di posti di lavoro che servirebbero per la nuova attività, non abbiamo ancora ragionato sui dettagli ma sicuramente sarebbe al villaggio Macina e in aree già destinate a uso produttivo, senza consumo di nuovo territorio». La notizia è emersa durante una visita dei sindaci del distretto ceramico reggiano alla sede centrale di Imola della Sacmi. Oltre a Vaccari, c’erano Alessio Mammi di Scandiano, Giorgio Zanni di Castellarano e Fabrizio Corti di Baiso. «Grazie al presidente Paolo Mongardi per l’ospitalità, ma soprattutto per la stretta di mano con la promessa di un nuovo intervento di recupero, per altri 50 posti di lavoro. Preparatevi, studiate, credeteci: queste aziende, altamente tecnologiche, assumono giovani laureati e periti tecnici, oltre che personale amministrativo e di magazzino», scrive Vaccari. Il sindaco è ovviamente soddisfatto delle novità: «Casalgrande continua a crescere. Dal 2016 ad oggi, molte aziende, soprattutto della meccanica e dell'alta tecnologia, hanno scelto di investire sul nostro territorio. Senza occupare un singolo metro di terreno vergine, ma sempre recuperando aree e volumi dismessi, è un processo di investimento e di nuova occupazione che atterra nella nostra comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA