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Delitto di Reggiolo i Ris cercano indizi nella casa di Citro

I carabinieri ieri a Villanova a caccia di tracce biologiche Al setaccio anche i filmati della telecamere della zona

REGGIOLO. I carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) ieri mattina sono tornati a Villanova. Dopo le 15 ore di rilievi effettuati all’interno della palazzina Corte Agnese di via Papa Giovanni XXIII – tra il ballatoio, le scale e l'appartamento di Francesco Citro, ucciso giovedì sera con sette colpi di pistola (tre a segno) – i militari, coadiuvati dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia e dalla Compagnia di Guastalla, agli ordini del colonnello Antonino Buda, sono tornati nella casa della vittima.

Rilievi tesi a “cristallizzare” la scena del crimine. Come era già accaduto poche ore dopo l'omicidio, la zona è stata esaminata nei minimi dettagli. Sono stati estratti i proiettili che si erano conficcati nei muri, sulla porta d'ingresso e forse anche all'interno dell'appartamento, dove c'erano la moglie con i bambini e un amico di famiglia. Per alcune ore gli specialisti in chimica hanno riesaminano tutte le tracce non biologiche come fibre, frammenti di vernice, liquidi di natura sconosciuta e sostanze chimiche non identificate, mentre altri specialisti in impronte, non solo digitali, e balistica si sono occupati di controllare le zone dove l'assassino può aver lasciato qualche traccia (come sudore e saliva). Ricostruite anche le traiettorie degli spari, che potrebbero rivelare, seppur in modo approssimativo, anche l'altezza del killer.

Gli uomini del Ris hanno setacciato ovunque, prelevato campioni di sangue, controllato il garage e la Golf di proprietà di Milena Di Rosa, moglie di Francesco Citro.

Importante sarà il risultato che verrà dalle indagini sui contenuti del telefonino della vittima. Intanto si continua a cercare l’arma utilizzata per uccidere Francesco Citro. Domenica tutta l'area dentro e attorno alla Corte Agnese è stata battuta dai cani dell’unità cinofila dei carabinieri.

È atteso anche un riscontro che verrà dallo studio
delle telecamere di videosorveglianza che si trovano sulla provinciale 43 che collega Reggiolo a Moglia e dalle telecamere del casello dell’autostrada A22 del Brennero, sia per quanto riguarda l’uscita Reggiolo-Rolo che Pegognaga, nel Mantovano. (m.p.)

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