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Reggio Emilia: ha un malore in piazzale Europa, muore in una casa di accoglienza

Deceduto Luciano Iotti, il senzatetto soccorso esanime in piazzale Europa lunedì sera. Dimesso dall’ospedale, il 47enne è morto nella casa albergo Domenico Prampolini poche ore dopo

REGGIO EMILIA. Prima un malore in piazzale Europa, quindi la corsa in ospedale, il ricovero e poche ore dopo la dimissione protetta verso una struttura di prima accoglienza comunale. Sembrava che il peggio fosse passato per Luciano Iotti. Ma, quella stessa notte, è accaduto l’irreparabile: il 47enne è deceduto, presumibilmente nel sonno, senza che nessuno se ne accorgesse. Il suo corpo, ormai freddo, è stato trovato la mattina successiva da alcuni operatori che non hanno potuto far altro che avvisare medici e forze dell’ordine.

Questa terribile vicenda, che racconta una vita fatta di solitudine e disagi personali, comincia lunedì sera nel parcheggio di piazzale Europa. È qui che, attorno alle 18.30, Iotti si accascia sotto un albero di fianco al bar dell’autostazione. Una scena che non passa inosservata ai passanti e agli autisti che lo vedono a terra rantolante ed esanime, con il volto quasi completamente coperto da un cappuccio.

Così alcuni dipendenti Seta provano a chiamarlo a gran voce da lontano ma, quando non ottengono nessuna risposta, preoccupati allertano immediatamente i soccorsi. In piazzale Europa si precipitano un’ambulanza e un’auto medica che, assieme a una pattuglia di carabinieri reggiani, verificano le condizioni del 47enne. L’intervento, complicato dalle condizioni dell’uomo, dura parecchi minuti e alla fine si decide il trasporto d’urgenza al pronto soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Il malore è serio e servono delle cure immediate.

In ospedale Iotti ci arriva verso le 19 e viene consegnato immediatamente nelle mani dei medici. È a questo punto che il suo fisico sembra dare segnali di ripresa: si riprende dal malore, riacquista coscienza e lucidità e pare essersi rimesso in sesto. Al punto che non molto tempo dopo i dottori del Santa Maria decidono che ci sono le condizioni per dimetterlo, ma con qualche precauzione.

Vista la serietà del malore il 47enne non può essere ributtato in strada come se nulla fosse e il suo ultimo domicilio conosciuto è a Casina, troppo lontano. Così gli viene proposta una dimissione protetta almeno fino al giorno dopo, in modo tale da garantirgli una notte al caldo.

L’uomo, vigile e cosciente, accetta questa soluzione e così viene contattata la cooperativa sociale Dimora d’Abramo che per conto dell’amministrazione gestisce la struttura comunale Domenico Prampolini. Una casa albergo di accoglienza a medio termine dotata di un servizio più “immediato” per i bisognosi maggiorenni che, volontariamente, vi si possono rifugiare per un massimo di sette notti l’anno.

È ormai notte quando Iotti viene trasportato in via Abate 28, dove ha sede la “Prampolini”. Giusto il tempo per espletare le pratiche necessarie e l’uomo si butta a letto, stravolto dalle vicissitudini della giornata. Da quel sonno profondo, però, non si risveglierà più.

Quando il giorno dopo gli operatori della Dimora entrano in camera lo trovano già morto, pietrificato in quel letto dove pensava di aver trovato rifugio dal freddo. Avvisati dagli stessi dipendenti, davanti al parcheggio Cam si precipitano i soccorsi del 118 con ambulanza e auto

medica che però non possono far altro che constatare il decesso e allertare i carabinieri.

Di questa vicenda, adesso, se ne occuperà la Procura di Reggio Emilia che dovrà decidere se disporre l’autopsia sul corpo di Iotti o dare il nullaosta per i funerali.
 

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