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Caprara, devastano il bar per rubare i videopoker

Campegine, il furto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza I titolari: «Avevamo montato una porta interna elettronica ma non è servita»

CAMPEGINE. Due individui – in tuta bianca completa di cappuccio, calzini neri e scarpe da ginnastica bianche – che prima forzano la porta d’ingresso, poi, armati di mazzetta da muratore e palanchino, sfondano la porta interna della saletta da gioco, trascinando fuori un videopoker ciascuno e tornando dentro per trasportare insieme la macchinetta cambiamonete.

È il furto – durato in totale appena un minuto e mezzo – immortalato dalle telecamere del bar “Dolce Amaro” di Caprara di Campegine, il locale principale della frazione, situato in via Guido Rossa vicino all’incrocio per Castelnovo. Il bar è aperto non stop dalle 6 del mattino all’una di notte. «La scorsa notte mio marito era appena tornato a casa, era in bagno, quando alle 2 è suonato l’allarme: abitiamo a Campegine, è arrivato in pochi minuti», racconta Veronica Milana. Giunto sul posto, il titolare Salvatore Greco ha trovato la strada d’accesso di fianco all’edicola “sbarrata” dai cartelloni delle locandine dei giornali: un modo escogitato dai malviventi per non essere disturbati dagli eventuali residenti. «Arrivato davanti alla porta, mentre i carabinieri gli consigliavano di aspettare ad entrare, mio marito ha trovato l’ingresso richiuso e ha visto dalle vetrate i locali invasi dal fumo bianco del fumogeno: perciò ha sperato che fossero andati via senza prendere nulla. Invece avevano già concluso il colpo, la saletta era devastata», prosegue Milana. La coppia è subentrata nella gestione del bar lo scorso marzo e a maggio ha subìto un primo furto. «Da allora abbiamo installato la porta automatica interna, che si blocca elettronicamente, pensando di rendere la vita difficile ai ladri. Invece così hanno fatto solo danni maggiori». I titolari non sono in grado di stabilire quanti soldi contenessero le slot, «perché le svuota il gestore, una società di Parma. Per noi il danno principale è
non avere più le slot – prosegue Milana –. Non so come abbiano fatto a sradicare le macchinette, assicurate una ad un palo e le altre due al pavimento». Con tutta probabilità i due malviventi avevano fuori un furgone guidato da un complice, nascosto all’occhio elettronico. (am.p.)

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