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M5S,  nuovo affondo a Scarpino
querelle sull’agenzia entrate 

M5S, nuovo affondo a Scarpino

Il politico: «Querelo». I grillini: «Rendite catastali da verificare»

REGGIO EMILIA. Interrogazione parlamentare, mozione, annuncio di querele. Sta diventando sempre più spinosa la vicenda denunciata dalle parlamentari Giulia Sarti e Maria Edera Spadoni del Movimento 5 Stelle, sulla scia del dossier depositato da Potito Scalzulli (ex dirigente del Catasto di Reggio Emilia) in Commissione antimafia. Le esponenti pentastellate ritengono «inopportuno che Renato Maletta, ex candidato per Graziano Delrio e sostenitore di Salvatore Scarpino, continui a lavorare in Agenzia delle Entrate». Il M5S rimarca che Maletta è dedito alle stime immobiliari e sottoposto di Scarpino, si recò nel 2011 ad un matrimonio a cui partecipò il ghota della ’ndrangheta crotonese, inoltre frequenta imputati di Aemilia ed aveva un cavallo nel maneggio abusivo di Pasquale Brescia. Ed ora i consiglieri comunali grillini Ivan Cantamessi, Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari hanno preparato una mozione rivolta al sindaco Luca Vecchi e alla giunta: «L’Agenzia delle Entrate verifichi e riveda le rendite catastali fra il 1996 e il 2012 – scrivono – degli immobili residenziali e industriali realizzati, perché tutti noi abbiamo Potito Scalzulli ha illustrato una situazione preoccupante relativamente alla svalutazione delle rendite catastali». Da parte sua Scarpino (consigliere comunale ora di Mdp) replica parlando di notizie false riportate dall’onorevole Spadoni: «Sono andato via dall’ufficio di Reggio Emilia fin dal 2002 per svolgere altri incarichi, per cui nel 2004 e nel 2011 Maletta non poteva essere mio sottoposto. Le ricordo inoltre che i dipendenti pubblici sono tenuti ad uniformare la propria condotta ai principi sanciti dalla Costituzione e dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Voglio, comunque, per l’ennesima volta ribadirle che il fatto di essere cutrese non è certamente indice di delinquenza o di cattiva condotta nelle strutture pubbliche. Per quanto riguarda
la questione di Scalzulli – conclude – le comunico che con il mio legale procederemo in tutte le sedi per difendere la mia onorabilità, dopo aver attentamente esaminato la dichiarazione e la documentazione dell’audizione che di recente la Commissione Antimafia mi ha trasmesso».



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