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Il ritratto 

«Marisa era indipendente e attaccata alle sue radici»

Ex operaia, in pensione aveva dedicato le sue attenzioni alla nipote. I conoscenti: «Era una donna orgogliosa»

CAVRIAGO. «Una donna orgogliosa della propria indipendenza e attaccata alle sue radici». Così viene descritta dai vicini Marisa Gabbi, 82 anni. La donna era originaria di Bagnolo in Piano, dove aveva trascorso la giovinezza. Si era trasferita a vivere a Cavriago negli anni ‘70, in seguito al matrimonio con Nello Burani, un operaio ex dipendente della Gal Srl (la fabbrica di coperture e rivestimenti metallici che dista pochi metri dall’abitazione di via Rivasi), scomparso anni fa lasciandola vedova. Anche Marisa durante la sua vita lavorativa era un’operaia e, prima di andare in pensione, era stata alle dipendenze di una fabbrica di materie plastiche della zona.

La coppia aveva avuto un unico figlio, Ivan Burani, oggi quasi sessantenne, che di mestiere è un meccanico dentista: realizza protesi per uno studio di Cadelbosco Sopra. Ivan è molto conosciuto a Cavriago per essere stato in passato ex dirigente sportivo della Volley Cavriago (società che non esiste più) ed ex consigliere comunale in una scorsa legislatura.

Finché le forze fisiche glielo hanno permesso, Marisa ha aiutato il figlio Ivan e la nuora nella gestione della nipote, Maila, ora studentessa universitaria di farmacia, cui la nonna era molto attaccata.

Negli ultimi anni, però, con l’avanzare dell’età le condizioni di salute di Marisa Gabbi erano comprensibilmente peggiorate: gli acciacchi alle ginocchia le rendevano necessario il bastone, aveva talvolta lacune di memoria, si era ritirata a vivere nel solo pianoterra della grande casa, ma si era sempre opposta all’idea di prendere una badante che la assistesse o di andarsene da casa sua.

Perciò il figlio passava spesso a trovarla e i servizi domiciliari le portavano i pasti pronti, mentre l’anziana trascorreva quasi tutta la giornata in casa, in compagnia del cagnolino.


Una vita ritirata composta da giornate solitarie, interrotte dalle gradite visite delle vicine, che si preoccupavano per lei.

Marisa lascia, oltre alla famiglia dell’amato figlio, un fratello ultra 80enne, residente a Reggio. (am.p.)

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