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Villa Minozzo: «Aggredito da un lupo, l’ho preso a badilate e l’ho messo in fuga»

La denuncia di un cacciatore di Gazzano. La polizia provinciale ha prelevato peli e sangue sul posto

VILLA MINOZZO. «Sono stato aggredito da un lupo e mi sono difeso con la pala da neve: l’ho colpito, ferito e messo in fuga». Protagonista di questa disavventura un 37enne di Villa Minozzo, che racconta un episodio che non ha precedenti nell’Appennino reggiano e che anche a livello nazionale è considerato del tutto eccezionale.

Venerdì mattina la polizia provinciale si è recata sul posto, a Gazzano, e ha eseguito alcuni accertamenti. Sono stati trovati dei peli e del sangue, e queste tracce biologiche sono state inviate al “Wolf Apennine Center” per verificare a quale animale appartengano.

Chi racconta questo episodio è un cacciatore, che chiede l’anonimato «perché non è la prima volta che chi è vittima di questi episodi viene considerato lui stesso il colpevole». Il riferimento è alla tensione perenne tra cacciatori e animalisti, anche sulla questione del lupo.

L’episodio sul quale stanno indagando i vigili provinciali, diretti dal comandante Lorenzo Ferrari, è avvenuto giovedì scorso a Gazzano, sulla strada per Costabona verso le 15.30.

«Ero in auto quando ho visto sulla neve delle tracce di animali – racconta il 36enne –. Sono sceso per seguirle, per vedere di cosa si trattava. A un certo punto ho sentito un rumore di un animale. Ho sentito il rumore delle unghie e poi si è presentato questo animale, che per me era un lupo, anche se in quei momenti non ho pensato a vedere se aveva gli occhi azzurri e le orecchie corte. Di certo voleva aggredire me. Mi è venuto incontro. Per fortuna avevo la pala e mi sono difeso, anche a calci. Alla fine è scappato».

L’episodio è stato subito segnalato alla polizia provinciale.

«Io non sono contro i lupi – dice l’uomo – ma la situazione in Appennino sta andando fuori controllo. Si avvicinano alle case, mangiano cani, entrano negli allevamenti e uccidono bovini, asini, galline... Il problema è che non sappiamo nemmeno quanti ce ne siano in giro, e inoltre nessuno viene indennizzato per i danni».

Gli esperti sono concordi nel dire che le aggressione agli uomini sono fatti eccezionali, e nella montagna reggiana non ce n’è memoria. Un episodio noto è avvenuto a Giaveno, nel Torinese, a inizio anno, ma in quel caso la vittima era in compagnia di un cane, che era probabilmente il vero obiettivo del branco.

Allevatori e cacciatori da tempo lamentano una presenza eccessiva

di questo predatore. Nei giorni scorsi due daini erano stati uccisi nella azienda faunistica venatoria di Iano di Scandiano, dove da tempo c’è un branco. A metà ottobre un avvistamento era stato fatto a San Savino di Castelnovo Sotto. (j.d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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