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Reggio Emilia, città in fermento per San Prospero

Le vie e le piazze del centro ospiteranno bancarelle e degustazioni. Mostre e spettacoli nei teatri, musei e biblioteche

REGGIO EMILIA. San Prospero, patrono di Reggio, richiama sempre una folla di visitatori nel centro storico. È una festa che i reggiani hanno molto a cuore e alla quale danno lustro con una miriade di appuntamenti e iniziative. Ciò vale tanto più per il 2017 che coincide con una giornata di venerdì e si presta perfettamente a un “ponte” festoso che abbracci la città.

Prova ne sia che sono stati prenotati 260 banchi di vendita, si sono mobilitate decine di associazioni di strade e di quartiere e sono già pronti a dare una mano centinaia di volontari e rappresentanti di associazioni benefiche. Luogo degli incontri esterni sono le piazze e le vie principali della città con mercatini, punti di assaggio di prelibatezze nostrane, passerelle di prodotti provenienti in particolare dalla montagna. Tante poi le mostre, le rappresentazioni, i luoghi della cultura che si apriranno al pubblico: teatri, musei, biblioteche, palazzi storici.

Ieri mattina, in municipio, l’anteprima del programma con l’assessore alla città storica Natalia Maramotti che ha parlato di «tradizione e rinnovamento» ed ha elencato sia gli attori della festa che i titoli degli eventi dettagliandone la cronologia. Si comincerà alle 10.30 con il concerto di campane dalla torre di San Prospero cui seguirà l’omaggio delle autorità cittadine al santo patrono con l’accensione dei ceri prima del solenne pontificale, alle 11, officiato dal vescovo Massimo Camisasca.

Il presidente della Provincia Giammaria Manghi si è invece soffermato sulla sforzo congiunto di tutte le forze dell’ordine (carabinieri, questura, polizia municipale) per garantire la sicurezza – saranno poste barriere alle vie d’accesso e la vigilanza sarà costante – ma anche per combattere l’abusivismo commerciale (in campo anche la guardia di finanza). Operazioni di carattere preventivo oltre che di concomitanza con le manifestazioni pubbliche.

Non è mancato naturalmente un accenno alla gastronomia ed alla promozione dell’attrattiva turistico-alimentare della nostra montagna. A scendere in città sarà l’Appennino. In Provincia si mostreranno le stazioni sciistiche di Febbio, Cerreto Laghi e Ventasso, si vedranno le attrattive del versante reggiano del Parco Nazionale (rifugi, vini e sapori) si conosceranno meglio i castelli di Matilde (Carpineti, Sarzano, Canossa, Rossena, Bianello).

L’architetto Stefano Maccarini, rappresentante della basilica di San Prospero, si è soffermato invece sul convegno (ne diamo notizie a parte) e sulle iniziative volte a salvaguardare la bellezza e le ricchezze del tempio e della vicina torre titolate al patrono reggiano. Ha richiamato il rito dei ceri accesi reintrodotto dopo lungo tempo, il pontificale con gli stendardi ed altre piacevoli curiosità.

La dirigente del servizio Sportello e attività produttive del Comune, Lorena Belli, ha completato infine la presentazione della festa ricordando la più ampia dotazione possibile di parcheggi, gli spazi nelle vie e nei plateatici per i mercatini, la collocazione di ambulanze per eventuali interventi vicino a piazza del Monte, piazzale Gioberti e via Toschi.

Corale infine – con l’annotazione di Domenichini da Casina – il richiamo alle ghiottonerie della cucina montanara con caldarroste, vin brulé, funghi e ovviamente Parmigiano Reggiano.

Se a tutto ciò aggiungiamo le rappresentazioni della Fondazione I Teatri, gli inviti

artistico culturali dei vari circoli, le mostre ed i concerti (alle 21 in San Zenone), le iniziative nelle varie biblioteche e librerie che contrappunteranno la giornata di venerdì 24 novembre si può star certi che questo San Prospero sarà per Reggio una giornata da ricordare.
 

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