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Dinazzano, meno rumori con i nuovi carri ferroviari

Casalgrande: l’azienda che gestisce lo scalo ha avviato il rinnovo delle casse Investimento da 600mila euro, più due milioni per i noleggi dei rotabili 

CASALGRANDE. La Dinazzano Po sta rinnovando il parco carri e casse dello scalo ferroviario operativo nel territorio di Casalgrande. Secondo l’azienda, il consistente investimento comporterà significativi miglioramenti in termini di impatto ambientale e acustico, grazie appunto a carri e casse di nuova concezione per il trasporto merci ferroviario. In questi giorni è iniziata l’operazione di rinnovo del parco carri di Dinazzano Po, azienda controllata da Tper SpA, attiva nel trasporto ferroviario di merci che opera servizi di trazione e manovra dei treni in tutto il territorio emiliano-romagnolo e gestisce gli scali merci di Dinazzano Scalo, nel cuore del distretto ceramico di Sassuolo, e di Guastalla San Giacomo, nella Bassa reggiana, al servizio di un bacino di piccole e medie imprese.

Sono 80 i carri ferroviari di nuova concezione acquisiti dalla Touax Rail Ltd – la metà dei quali entra in servizio in questi giorni e i restanti entro fine mese – che Dinazzano Po utilizzerà per il trasporto delle merci. «Carri – spiega l’azienda – che rispondono, sia sul piano costruttivo che dell’impatto acustico, alle specifiche tecniche di interoperabilità emanate dall’Unione Europea in funzione del progresso tecnico, dell’evoluzione del mercato e delle esigenze dei territori».

I nuovi carri hanno un pianale più corto di quelli utilizzati fino ad ora e, grazie alle loro caratteristiche costruttive e a soluzioni all’avanguardia sull’impianto frenante, risultano «decisamente meno rumorosi di quelli tradizionalmente usati. L’effetto migliorativo delle nuove soluzioni – assicura l’azienda – sarà particolarmente avvertito sulla linea Reggio Emilia-Sassuolo, su cui circolano, per la parte terminale del loro percorso, i treni che da Ravenna convergono allo scalo di Dinazzano.

I vantaggi non saranno limitati al territorio reggiano: il rinnovamento diminuirà gli impatti del trasporto merci sia su rete Rfi che su rete regionale in un territorio molto esteso. Dinazzano Po, infatti, svolge servizi a supporto del comprensorio ceramico reggiano-modenese e del porto di Ravenna, due tra i più importanti distretti economici della regione, e opera anche attività di manovra e formazione di treni in otto scali emiliano-romagnoli: Rubiera, Reggio Emilia, Ferrara, Bondeno (Ferrara), Ravenna e Modena, oltre a Dinazzano e Guastalla.

Oltre ai carri ferroviari, la Dinazzano Po ha acquistato 75 nuove casse mobili sigillate da 34.000 chili, che vanno ad aggiungersi alle 144 di cui già dispone. Il loro utilizzo sarà dedicato al trasporto dei materiali inerti e consentiranno la movimentazione di queste merci dal treno al camion senza operazioni di trasbordo a cielo aperto, evitando quindi la dispersione di polveri, con ulteriori vantaggi per l’ ambiente.

Altro vantaggio sarà quello di trasportare lo stesso quantitativo di materiale ma con una lunghezza del treno inferiore, riducendo il numero delle manovre negli scali di partenza e arrivo.

L’insieme combinato delle varie parti del progetto – che ha comportato investimenti diretti per 600.000 euro e un impegno di circa due milioni di euro in tre anni per noleggi di rotabili ferroviari – ha ricadute positive: a regime, il 40% dei carri in arrivo a Dinazzano saranno di nuova concezione e il 50% delle tonnellate di merci in arrivo saranno movimentate con casse mobili.

Nel 2016
i carri utilizzati sulla tratta Ravenna-Dinazzano sono stati 19.268 su circa 52.000 complessivi gestiti dalla società; nello stesso anno – su 2,5 milioni di tonnellate totali in arrivo allo scalo di Dinazzano – 1,1 milioni erano provenienti da Ravenna.

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