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La neve d’autunno paralizza le strade

Autobus senza catene bloccato, camion fermi a Ponte Rosso Tanti alberi caduti «per la scarsa manutenzione del verde»

CASTELNOVO MONTI. Era annunciata, ma ciò non ha evitato che la prima, intensa nevicata sull’Appennino (che ha poi gradualmente coinvolto altre zone della provincia, fino a centri come Scandiano e anche Correggio) causasse disagi anche pesanti alla circolazione stradale, con addirittura il blocco della circolazione sul tratto del Ponte Rosso, attorno alle 13.30, per mezzi pesanti che non riuscivano più ad avanzare.

I disagi alla circolazione sono stati resi più gravi dalla caduta di alberi e rami in tutto l’Appennino: i vigili del fuoco sono rimasti impegnati per ore per rimuovere tronchi dalle strade e mettere in sicurezza situazioni di potenziale pericolo. In via Roma a Castelnovo Monti un abete ha tranciato i cavi dell’Enel e alcune abitazioni sono rimaste al buio.

La nevicata è iniziata fin dal primo mattino, ma fino alle 8.30-9 circa non ha raggiunto intensità tali da creare problemi nella fascia maggiormente popolosa del territorio montano, mentre più in alto sono entrati in azione gli spartineve fin da subito.

Spartineve poi entrati in funzione in tutta l’area appenninica, ma la nevicata da metà mattina in poi si è fatta più intensa, con la neve che faceva in tempo a ridepositarsi tra un passaggio e l’altro. Nel pomeriggio le precipitazioni hanno assunto le dimensioni di una vera e propria bufera.

SPAZZANEVE IN AZIONE. La Provincia ha attivato la task-foce attiva nel reparto Sud (67 lame e 34 salatori), che si sono mossi, dal crinale a scendere, già dalle prime ore di ieri, non appena il manto di neve ha raggiunto un livello tale da consentire la salatura.

La zona maggiormente colpita è stata quella da Vezzano fino al crinale, con depositi che sono andati dai 25-30 centimetri fino ai 45-50 a Cerreto Laghi, e di più verso le cime montuose della Nuda, del Cusna e del Ventasso.

La task-force antineve della Provincia di Reggio Emilia quest’anno è composta – tra reparto Sud (collina e montagna) e Nord (pianura) – da 129 lame, 62 salatori e 2 frese, oltre a 38 uomini, tra tecnici, sorveglianti ed operai stradali, al servizio dei quasi mille chilometri di strade provinciali (442 in pianura e 518 in montagna).

PULLMAN IN DIFFICOLTÀ. Nel frattempo anche Seta aveva avvisato tramite messaggi telefonici le famiglie dei ragazzi abbonati al trasporto scolastico di possibili ritardi. Ed è stato proprio un autobus di Seta ad innescare all’ora di pranzo una serie di problemi al Ponte Rosso che hanno addirittura richiesto la chiusura della statale e la deviazione dei mezzi su viabilità alternativa, ma di fatto ha rischiato di tagliare in due la viabilità provinciale.

Un pullman di Seta privo di catene, partito alle 7.40 da Villa Minozzo, è stato fermato dalla Polstrada a Croce di Castelnovo Monti e le quaranta persone a bordo sono state fatte scendere. Alcuni passeggeri hanno atteso la corriera successiva, altri hanno chiesto un passaggio alle auto in transito.

VARIANTE DELLE POLEMICHE. «Tutti gli anni lo stesso copione – commenta il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Castelnovo, che si è trovato in coda nel traffico bloccato –. Al Ponte Rosso, tutti fermi. La variante doveva essere già aperta. Forse avrebbe evitato questi disagi».

Il riferimento è ovviamente alla variante ai tornanti in salita lungo la statale all’accesso di Castelnovo, al centro di diversi problemi negli ultimi anni e che ora finalmente ha visto l’avanzamento del cantiere, e dovrebbe essere pronta entro la metà del 2018. Al Ponte Rosso sono intervenuti uomini e mezzi di vigili del fuoco, polizia stradale e carabinieri per risolvere la situazione prima possibile.

Le previsioni, tra l’altro, davano precipitazioni nevose consistenti anche nelle ore serali e notturne, e in questo caso oggi potrebbero essevi ulteriori disagi.

«CITTADINI RESPONSABILI». Nel pomeriggio le precipitazioni si sono intensificate. «Questa situazione ha creato diversi problemi un po’ in tutta la montagna non solo alle line elettriche, ma anche alla circolazione su diverse strade provinciali, quasi sempre a causa di alberi di privati che non sono stati sottoposti alla necessaria manutenzione», ha comunicato la Provincia nel pomeriggio di ieri.

Tra le varie situazioni critiche, il Servizio infrastrutture della Provincia ieri segnalava in particolare la Sp 15 in diversi tratti a Ramiseto di Ventasso, con alcuni alberi già caduti a Castagneti di Cecciola; la Sp 18 nei pressi di ponte Rossendola a Ligonchio di Ventasso e nel Carpinetano la Sp 7 a Case Spadaccini e la Sp 76 all'altezza dell'incrocio per Villa Prara.

Il personale della Provincia, in stretta collaborazione con carabinieri, polizia stradale e vigili del fuoco, è stato impegnato nella rimozione delle piante cadute o nel cercare di “alleggerire” i rami ricoperti dalla neve, «ma è opportuno evidenziare come nella quasi totalità dei casi i disagi siano provocati da alberi di abitazioni o terreni privati». Questo nonostante dal 2014 la stessa Provincia di Reggio Emilia e i Comuni abbiano emesso specifiche ordinanze che impongono – come per altro previsto già dal codice della strada – a tutti i proprietari dei terreni in confine con la sede stradale, di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il ciglio delle strade provinciali o le piante essiccate. «Nel malaugurato
caso di incidenti o danni alle vetture su strade provinciali, la responsabilità è in capo non al gestore della strada, ma al proprietario dell'albero caduto», aggiunge il responsabile del Servizio infrastrutture della Provincia di Reggio, Valerio Bussei.

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