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Il ricordo della strage di Nassiriya nella canzone di Marco Lai

Reggio Emilia: il brigadiere, in forza al comando provinciale, ricorda la strage e la sua missione: «Tornato dall’Iraq sentivo ancora le urla di quei bambini... così è nata “Mister”»

REGGIO EMILIA. Le missioni umanitarie hanno un inizio ma non sempre si chiudono con il ritorno a casa. Non quando «prima della pistola, si usa il cuore». È il caso del brigadiere Marco Domenico Lai, 49 anni, sardo, attualmente in forza al nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia. Lai nel novembre del 2004 partecipò alla missione in Iraq e, al rientro, scrisse il brano benefico “Mister”, a dimostrazione che la missione non era terminata. Il 12 novembre, nel quattordicesimo anniversario dell’attentato terroristico di Nassiriya, Marco Domenico Lai ha postato sulla sua pagina Facebook, dedicandolo proprio ai caduti di Nassiriya, il video di “Mister” accompagnato da una sorta di dedica: «Con questo messaggio musicale si vuole evidenziare la povertà nel mondo, la cecità della dittatura e il valoroso contributo di chi per motivi umanitari o professionali si adopera per soccorrere questi popoli martoriati dai regimi».



Brigadiere, si ricorda il suo stato d’animo al ritorno dall’Iraq?

«Ero tornato ormai da settimane eppure, alla notte, continuavo a sentire la voce di quei poveri bambini che urlavano elemosinando un bicchiere d’acqua. “Mister, mister, give me please same water”: quella frase continuava a girarmi in testa insieme all’immagine di quei bambini. Cos’è più disumano che vedere dei bambini elemosinare dell’acqua quando i nostri figli ci chiedono l’ultimo iPhone? Io sono stato sempre appassionato di musica, mi arrangio tra chitarra e tastiere... Una mattina, alle 4, mi sono alzato ed è nata la canzone. Parole e musica insieme, erano già pronte dentro di me, dovevano solo uscire».

Un brano che ha dato molti frutti.

«Grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana, dell’associazione benefica “Africa nel cuore” di cui è presidente Francesco Melandri nonché di Giancarlo Passerella e Luca Frigeri che hanno collaborato a vario titolo alla produzione e alla promozione del Cd attraverso tanti concerti a partire da quelli indimenticabili al “Carani” di Sassuolo, sì, “Mister” ha dato i suoi frutti. Il ricavato del disco e i proventi degli spettacoli hanno reso possibile la costruzione di pozzi d’acqua e di strutture sanitarie in Kenia».

Senza dimenticare una dedica speciale.

«Certo, il brano è dedicato prima di tutto ai caduti di Nassiriya dove persero la vita 19 persone fra militari e civili, di cui 12 appartenenti all’Arma dei carabinieri, 5 all’esercito italiano e 2 civili. Molte di queste persone erano mie vecchie conoscenze, perché oltre ad essere miei colleghi, ci eravamo incontrati in precedenti missioni. Colleghi del tutto consapevoli di ciò che stavano affrontando e rischiando, colleghi che prima della pistola usano il cuore. In particolare fui profondamente colpito dalla morte di Filippo Merlino che avevo conosciuto in Kosovo nel 1999. E se quest’anno ho voluto ripostare sulla mia pagina Facebook “Mister” è proprio per ricordare i tanti militari caduti e il senso umanitario che li ha animati fino alla fine».


 

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