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Bambina grave dopo il parto cesareo, le precisazioni dell'Ausl

Reggio Emilia: la direzione generale interviene per alcune precisazioni dopo le notizie diffuse dalle Cicogne e valuta la possibilità di azioni legali

REGGIO EMILIA. La direzione generale dell'Ausl di Reggio Emilia, attraverso un comunicato stampa, ha voluto fare alcune precisazioni in merito alle notizie sul parto della signora del Distretto di Castelnovo Monti, avvenuto il 12 novembre scorso con parto cesareo all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.

"In primo luogo ci preme esprimere pubblicamente la nostra vicinanza alla famiglia, già espressa in privato dai professionisti che assistono la coppia.

Non potendo entrare nel merito della vicenda con particolari clinici che sarebbero lesivi della privacy della famiglia, che è nostro dovere tutelare, precisiamo alcuni aspetti a fronte di gravi inesattezze riportate dalle notizie pubblicate oggi dai quotidiani locali.

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1) Non si è trattato di travaglio di parto in atto, ma di controlli ambulatoriali non programmati richiesti dalla signora relativi ad una gravidanza a rischio per la quale era stata posta da tempo indicazione per un taglio cesareo programmato in una struttura specialistica di terzo livello.

2) Durante i controlli effettuati a Castelnovo Monti non è mai stata posta indicazione per l’esecuzione di un taglio cesareo in urgenza.

3) Il taglio cesareo è stato deciso nel centro di terzo livello dopo una valutazione degli specialisti, non in relazione all’evoluzione del travaglio, mai iniziato, ma per le condizioni fetali.

4) La neonata è assistita presso la terapia intensiva neonatale del Santa Maria Nuova e sono in atto accertamenti per determinare le cause della patologia in atto.

Per queste ragioni riteniamo che il percorso clinico-assistenziale sia stato appropriato.

Associare questa vicenda alla chiusura della funzione di Punto Nascita dell’Ospedale di Castelnovo Monti è fuorviante e sbagliato in quanto, anche in presenza del Punto Nascita, in questo caso specifico si sarebbe proceduto ad avviare la signora ad un centro specialistico di terzo livello, trattandosi di gravidanza a rischio, come peraltro è avvenuto e avviene tuttora in casi analoghi. Ricordiamo che il trasferimento della donna in gravidanza ai centri specialistici è sempre da preferire al trasporto assistito del neonato, in quanto quest’ultima procedura può essere gravata da complicanze aggiuntive per il neonato stesso.

Riteniamo che diffondere notizie incomplete, infondate e incontrollate, oltre che procurare un ingiustificato allarme nella popolazione, sia lesivo dell’immagine aziendale e dei professionisti che ogni giorno si adoperano per la tutela della salute dei cittadini.

Per questo abbiamo dato mandato all’Ufficio Legale dell’Azienda di valutare se esistano gli estremi e i presupposti per procedere nelle sedi competenti".

 

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