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Parco Ottavi, la zavorra sul concordato della Cmr

Reggio Emilia, cooperazione e crisi: il “riacquisto” dell’area nel 2013 rallenta la procedura. Il liquidatore: «Difficile vendere, tempi di chiusura allungati»

REGGIO EMILIA. «Per quanto riguarda i fabbricati, ormai abbiamo venduto quasi tutto. La vera incognita è la cessione dei terreni edificabili, fra i quali c’è anche Parco Ottavi, che è molto difficile. I tempi saranno più lunghi del previsto. La procedura si sarebbe dovuta chiudere entro il 2018. Ma non chiuderà finché non sarà venduto tutto. E tutto dipende dai tempi di realizzo dei terreni». Edi Bertolini, liquidatore giudiziale Cmr, non ne fa un mistero. La zavorra di Parco Ottavi è ancora lì, in quella maxi-speculazione edilizia da 1.400 appartamenti dove la Cooperativa Muratori Reggiolo aveva investito il 100% del capitale sociale, mandando così in frantumi anche i 45 milioni di risparmi di circa 2.500 soci fra cooperatori e sovventori, in parte risarciti grazie all’intervento di Legacoop attraverso la restituzione del 40% del prestito, per un totale di circa 18 milioni.

Marzo 2012. È questa la data in cui si è conclusa la corsa della Cmr, in ordine temporale la prima grande cooperativa edile reggiana terminata a gambe all’aria, finita poi in una procedura di concordato preventivo omologato nel dicembre successivo, ormai cinque anni fa. E, a distanza di cinque anni, gran parte del peso di Parco Ottavi è ancora lì, a gravare su una procedura che la stessa Bertolini non esita a definire «complessa».

Nell’ultima relazione firmata dal liquidatore giudiziale, inviata al Comitato dei creditori e al giudice delegato, Virgilio Notari, le entrate ammontano a 59 milioni e 700 mila euro. Fra le voci principali, ci sono 11,9 milioni derivanti dalla vendita di immobili, 13,9 da compensazioni per acconti preliminari di acquisto, 12,9 milioni in realizzo crediti, 13,2 milioni per cessione di partecipazioni. La liquidità, tuttavia, ammonta attualmente a 8 milioni di euro, a fronte di un capitolo uscite che in sette anni ha toccato quota 51,6 milioni, oltre la metà dei quali – pari a 28,7 milioni – derivanti dalla voce “acquisto immobili”. È in questa voce che, per quanto riguarda il secondo semestre 2013, si incontra una uscita di 20 milioni, relativi proprio al “riacquisto” di Parco Ottavi da parte della procedura.

«Quelle indicate come uscite non sono spese – spiega Bertolini, in questo periodo impegnata nel terzo piano di riparto parziale, a favore di agricoltori, artigiani e cooperative di produzione e lavoro – in quella voce ci sono ad esempio anche l’Iva pagata o i riparti a favore dei dipendenti e dei professionisti». Un tecnicismo, ad indicare un flusso di cassa tra entrate e uscite ancora in atto, esemplificato proprio dal caso di Parco Ottavi.

«Nel piano di concordato – aggiunge il liquidatore – Parco Ottavi è stato acquistato dalla procedura per poter recuperare tutta una serie di anticipi che erano già stati corrisposti dalla cooperativa. Si tratta di una partita di giro. È per questo motivo che nel conto gestione risulta quella cifra di 20 milioni di euro. Il primo atto che ho dovuto fare per l’esecuzione del piano è stato proprio acquistare Parco Ottavi per recuperare anticipi corrisposti per altre posizioni. È stata una compensazione, che chiaramente va a falsare quella che può essere in prima battuta una interpretazione del capitolo uscite. In realtà si tratta di un attivo, disponibile per i creditori quando sarà venduto».

Proprio la cessione dei terreni, tuttavia, si mostra un’operazione particolarmente complessa, nell’ambito di una procedura dove non mancano ovviamente controversie, ingiunzioni di pagamenti per recuperare crediti, questioni legali e contenziosi fiscali rimasti ancora aperti. E dove le difficoltà incontrate per sciogliere il “nodo” Parco Ottavi rispecchiano in gran parte anche le complicazioni generali affrontate nel corso della procedura: da un lato i fabbricati venduti, «per quanto con valori inferiori rispetto a quanto previsto nel piano», dall’altro la stagnazione del settore immobiliare, che rende faticosa qualsiasi operazione che interessi le cessioni di terreni edificabili.

«Su Parco Ottavi qualcosa si sta muovendo – aggiunge Bertolini – i fabbricati li abbiamo venduti quasi tutti. Per quanto riguarda i terreni, è stato venduto qualche lotto. Si tratta di tanti comparti con una storia diversa. Ci sono terreni edificabili che saranno venduti all’asta a privati che si vorranno costruire una villetta, altri sono destinati a un’edilizia più popolare. Poi c’è un enorme pezzo, al centro, sul quale stiamo valutando che tipo di impiego farne. Per ora è all’asta, ma è chiaro che non è facile trovare un soggetto che acquisti aree di così grandi dimensioni e con capacità edificatoria così ampia. Ma qualche movimento c’è».

Sul versante dei piani di riparto, invece, nel primo semestre 2017 è stato eseguito un piano di riparto parziale a favore dei professionisti e dei creditori ipotecari in relazione agli immobili venduti gravati da ipoteca: in totale, è stata distribuita una cifra pari a 1,6 milioni di euro, di cui 773mila euro per il pagamento di creditori ipotecari.

«È in corso di predisposizione il terzo piano parziale a favore degli agricoltori, degli artigiani e delle cooperative di produzione e lavoro – conclude Bertolini, che lavora con una struttura composta da altre due persone – Sulla verifica dello stato passivo, sono più di 400 le posizioni

di artigiani che stiamo esaminando una ad una, verificando la documentazione posta a supporto dei crediti per accertare la spettanza del privilegio richiesto, Quando arriveremo ai chirografari dovremo affrontare migliaia di posizioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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