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Caccia gli uccelli con esche vive e “colla”: denunciato un 62enne

Vetto: operazione antibracconaggio nei boschi di Gottano di Sopra

VETTO. Un termine che deriva dal medioevo, così come medievale appare a occhi contemporanei la pratica che definisce l’uccellagione, la caccia di frodo ai piccoli volatili utilizzando anche richiami vivi.

E proprio per uccellagione un bracconiere 62enne è stato denunciato dopo essere stato colto in flagrante nei boschi di Gottano di Sopra dai carabinieri forestali di Castelnovo Monti e Busana e dalla polizia provinciale. Oltre al reato di uccellagione e detenzione di uccelli vivi, l’uomo è stato denunciato anche per il sequestro di avifauna illecitamente catturata e varia attrezzatura propedeutica per il bracconaggio.

All’uomo, che è di Vetto ed è disoccupato, sono state sequestrate diverse attrezzature, come 87 panie (le esche collose) complete di accessori, due sacchi di iuta, tre gabbie e due aste. Tre gli uccelli catturati illegalmente e usati come esca viva, due esemplari di Tordo Sassello (turdus iliacus) e un esemplare di Cesena (turdus pilaris).

L’attività di controllo da parte dei forestali e della polizia provinciale in questo periodo è molto intensa, proprio per il passaggio delle specie migratorie nel territorio appenninico. Il bracconiere aveva collocato nel bosco le gabbie in vimini all’interno delle quali c’erano i tordi e la cesena, utilizzati come richiami vivi. Al di sopra delle gabbie erano posizionate le aste, alte oltre 3 metri recanti sulla sommità due strutture, una per asta, denominate “cornette”, che reggevano una serie numerosa di panie, rametti di piccole dimensioni imbevuti di vischio per catturare gli uccelli selvatici che, attirati dal canto dei richiami, vi si appoggiavano sopra. A terra, intorno al sito di cattura, vi erano altre panie pronte per essere posizionate.

All’arrivo delle forze dell’ordine l’uomo aveva catturato un esemplare di tordo sassello che aveva chiuso all’interno di un sacco di iuta. Oltre alle denunce, carabinieri e polizia provinciale hanno provveduto alla liberazione in natura dei richiami vivi e del tordo catturato, tutti in buono stato di salute. E’ seguita la perquisizione domiciliare che però non ha portato al rinvenimento di ulteriore materiale pertinente all’attività illecita.

Per l’uccellagione sono previsti l’arresto fino a un anno o l’ammenda fino a 2.065 euro e la revoca della licenza di caccia con divieto di rilascio per un periodo di 10 anni; per il commercio, l’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda fino a 2.065 euro. (l.t.)
 

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