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Spose bambine, un caso a Carpi «Da noi la massima attenzione»

CORREGGIO. Il fenomeno delle “spose bambine” arriva a lambire in modo preoccupante il nostro territorio. La piaga che in alcuni paesi del mondo rappresenta un’usanza consolidata da secoli è approdato...

CORREGGIO. Il fenomeno delle “spose bambine” arriva a lambire in modo preoccupante il nostro territorio. La piaga che in alcuni paesi del mondo rappresenta un’usanza consolidata da secoli è approdato anche in una città a noi vicina, Carpi. Lo dice l’ufficio Statistica di quel Comune – molto simile ai nostri per radicamento delle comunità straniere – nei dati relativi alla popolazione, in cui è presente una 16enne che risulta coniugata. Si tratta di una minorenne pakistana.

Nessun confine vale a tutelare da un’orribile tratta le bimbe promesse spose a uomini adulti che s’impegnano a mantenerle al posto della famiglia di origine. È, infatti, spesso la povertà a originare un fenomeno tanto aberrante e che stenta ad essere eradicato, perché riguarda diversi paesi nel mondo. Ma alla base ci sono anche consuetudini religiose e culturali. Tanto che le spose bambine sono un numero impressionante (250mila casi tra il 2000 e il 2015 secondo le stime di Unchained at Last) persino in Usa, per molti versi ancora il paese più ricco e potente.

In Italia è vietato dalla legge contrarre matrimonio se si è minorenni, ad eccezione per chi ha compiuto 16 anni e sia autorizzato dal Tribunale. Ma la tradizione dei matrimoni forzati ha trovato una scappatoia: spesso, infatti, gli accordi vengono presi tra le famiglie che vivono in Italia e il perfezionamento della cerimonia avviene all’estero, nel paese d’origine. I dati, sulla base delle denunce, testimoniano di numerosi minorenni vendute a un marito straniero, in cambio di denaro.

«C’è molta attenzione a casi come questo, che suscita preoccupazione – spiega Milena Saina, assessore all’Immigrazione di Carpi – Si cerca di prestare attenzione affinché questa ragazzina riceva sostegno in caso di un’eventuale maternità e vengono tenute sotto controllo anche altre sfaccettature. Si cerca di prestare attenzione al fatto che non si disperda e alla possibilità di mantenere sempre il filo del dialogo perché la situazione non diventi sommersa. La ragazzina in questione è l’unico caso ufficiale di cui abbiamo notizia. Diventa, tuttavia, difficile monitorare il dato delle spose bambine presenti sul nostro territorio con esattezza, dal momento che numerosi nuclei famigliari si spostano con facilità» conclude Saina.

«Per fortuna non abbiamo registrato nessun caso finora – dice il sindaco Ilenia Malavasi – Abbiamo un ottimo rapporto con la comunità pakistana e se ci fossero situazioni del genere ci sarebbero state segnalate. Da anni è attivo un progetto
dedicato alle donne, che promuove l’incontro e la condivisione tra quelle di diverse nazionalità. In centro esiste un luogo di accoglienza e inclusione che in molte frequentano con i propri figli. Sarebbero senz’altro emerse situazioni limite. Mi preoccuperò comunque di approfondire»

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