Quotidiani locali

I nostri servizi educativi fanno scuola a Bruxelles

Delegazione di sindaci e dell’Azienda servizi della Bassa illustra il modello locale Cinque progetti internazionali sui metodi pedagogici sono finanziati dall’Europa

GUASTALLA. Spazio a un’eccellenza reggiana, in questi giorni, al Parlamento europeo. Martedì e mercoledì sei degli otto sindaci dell’Unione dei Comuni Bassa reggiana e una delegazione dell’Azienda servizi Bassa reggiana sono andati a Bruxelles per illustrare la propria attività relativa alla gestione dei servizi educativi 0-6 anni, che negli ultimi anni ha visto l’approvazione – con finanziamenti per 600mila euro – di ben cinque progetti di respiro internazionale. Il territorio della Bassa reggiana ha infatti una forte tradizione di gestione diretta dei servizi educativi.

L’Unione dei Comuni si avvale di un’azienda (l’Asbr appunto) che gestisce integralmente il sistema educativo e che ha una storia importante di lavoro con paesi quali la Svezia, la Germania, la Norvegia, il Regno Unito, la Spagna e ultimamente il Giappone, la Corea del Sud e il Vietnam.

In particolare, l’Azienda Speciale gestisce 15 tra nidi e scuole, un Centro famiglie, servizi di educativa territoriale ed extrascolastica, per un fatturato di oltre 12 milioni di euro l’anno, con 5mila utenti.

Nel solco della tradizione di Reggio Emilia nei nidi e nelle scuole viene sviluppato un approccio risultato di interesse per diversi soggetti globali. L’associazione Progettinfanzia, anch’essa di proprietà degli otto Comuni e connessa all’Azienda, gestisce invece le progettazioni europee e i rapporti con l’estero, intesi anche come organizzazione di study visits che occupano insegnanti e dirigenti stranieri in media 30 settimane all’anno. Nel corso dell’ultimo decennio, il territorio ha visto finanziati ben cinque progetti europei, caso unico per una realtà di provincia. Ha così potuto fare approfondimento e ricerca in diverse direzioni del fare pedagogico e didattico: “In.dem: Democrazia e inclusione” (con Svezia e Olanda), “Learning to Learn: Apprendere ad Apprendere” (con Germania, Turchia e Spagna), “Bric: bambini e spazi pubblici” (con Regno Unito e Svezia), “Shaking the Habitual: stereotipi di genere” (con Islanda e Svezia) e “Parenthood 2.0: genitorialità e visualizzazione dati” (con Svezia). Con questo percorso la bassa reggiana, grazie al sostegno dell’Unione Europea, ha prodotto video, testi, materiali, ricerche che sta condividendo in tutto il mondo.

In questi due giorni a Bruxelles la delegazione reggiana ha restituito parte di questo lavoro: ricevuta dall’onorevole Damiano Zoffoli, ha presentato un resoconto della propria attività e, sempre nella capitale belga, nella sede della Regione Emilia Romagna è stato trattato il tema dei finanziamenti europei per la pubblica amministrazione.

«Questa esperienza – spiega il presidente dell’Unione, Giammaria Manghi – rappresenta il culmine di un percorso avviato nel 2008 che ha portato all’approvazione di 5 progetti europei con l’arrivo di risorse molto significative per la qualificazione dei percorsi formativi e un sostanziale raddoppio, nell’ultimo anno scolastico, delle delegazioni che sono venute in visita formativa a pagamento nella bassa reggiana. Tutto questo con
la generazione di un indotto che, oltre al valore di un’esperienza in grado di ingenerare appeal rispetto al comparto internazionale, è in grado anche di catalizzare delle risorse inevitabilmente indispensabili per qualificare il lavoro quotidiano». (a.v.)

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