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Gli agricoltori dicono basta «Troppe falsità sull’invaso»

BIBBIANO. Una serata per informare sullo stato dell’arte della situazione idrica in Val d’Enza, nonché per sottolineare «lo scandalo dell’esclusione del mondo agricolo dal tavolo tecnico regionale...

BIBBIANO. Una serata per informare sullo stato dell’arte della situazione idrica in Val d’Enza, nonché per sottolineare «lo scandalo dell’esclusione del mondo agricolo dal tavolo tecnico regionale che dovrà decidere sull’invaso di Vetto: noi non siamo stati invitati», ha affermato Mattia Reggiani, presidente dell’associazione “Consorzi di miglioramento fondiario e irrigui della Val d’Enza” (interni alla Cia, confederazione italiana agricoltori). Martedì sera al cinema teatro Metropolis, davanti a una platea di oltre un centinaio di agricoltori soci del consorzio, si è svolto l’incontro dal titolo “Situazione idrica: sviluppi e possibilità di realizzazione di un invaso a Vetto e resoconto del tavolo tecnico indetto dalla Regione”.

La posizione dei Consorzi irrigui, nel dibattito che ha tenuto banco l’estate scorsa, è a favore di un invaso subito. «Qui è in ballo la sopravvivenza del settore agroalimentare di Reggio Emilia e Parma. Chi si oppone all’unica opera infrastrutturale sulla Valle dell’Enza vuole solo lo sviluppo della Val Parma e la Val Secchia. Non possiamo accettarlo, facciamoci sentire con tutti i mezzi che abbiamo».

Durante la serata i Consorzi hanno bollato come «disinformazione» alcune delle argomentazioni dei contrari all’invaso. «La diga di Vetto non è un grande invaso, solo nel territorio umbro-toscano-abruzzese ne abbiamo quattro di capacità doppia a quella di Vetto. Basta dire che dopo la diga non ci sarà più acqua nel letto dell’Enza: è falso. Basta dire che a Vetto è presente una faglia sismica attiva che mette in pericolo la valle: falso. Basta fare paragoni con il Vajont: a Vetto non ci sono montagne di 2.000 metri a picco sul lago. Non possiamo tollerare menzogne sugli aspetti tecnici chiariti sullo Studio di impatto ambientale, costato a noi italiani 4.5 miliardi di vecchie lire».

La conclusione della serata: «Queste acque potranno portare enormi benefici a tutta la valle dell'Enza solo se accumulate in un lago e cedute a valle quando servono. Chi vuole aiutare veramente con i fatti non può opporsi all’unica vera opera in grado
di fare cessare lo spreco del bene più importante, l’acqua, e non può nascondersi dietro falsi ambientalismi. Solo con l'invaso di Vetto la valle dell’Enza tornerà ad avere un ruolo importante per il nostro territorio, per le generazioni future e per la nostra provincia». (am.p.)

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