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Un investimento rischioso nelle rinnovabili

La società En.Cor era stata costituita nel 2007 con 200mila euro di capitale detenuto dal Comune di Correggio e un finanziamento della Regione a fondo perduto di 1,1 milioni di euro. Il progetto...

La società En.Cor era stata costituita nel 2007 con 200mila euro di capitale detenuto dal Comune di Correggio e un finanziamento della Regione a fondo perduto di 1,1 milioni di euro. Il progetto prevedeva un sistema di produzione di energia termica ed elettrica tramite fonti rinnovabili.

Nel 2007 l’amministrazione comunale firmò una lettera “debole” di patronage a favore di Encor, affinché potesse ottenere credito dalle banche. Operazione poi ripetuta per altre due volte, entro il 2009, con lettere di patronage “forte”, molto più vincolante, per fare fronte a nuove esigenze di finanziamento.

La società En.Cor chiuse gli esercizi dal 2008 al 2011 con una perdita reale stimata di oltre 3 milioni di euro, secondo i dati della perizia del febbraio 2013, commissionata a dei consulenti, che chiesero poi al consiglio comunale di vendere o liquidare la società. Nell’agosto 2013 l’amministratore unico Luciano Pellegrini si dimise dal ruolo di direttore del Comune e a novembre toccò al sindaco Marzio Iotti lasciare dopo la sfiducia del consiglio comunale.

L’ente locale venne dunque commissariato, con il viceprefetto vicario Adriana Cogode che ne assunse la guida per sei mesi.

L’8 giugno 2014 Ilenia Malavasi venne eletta sindaco.

Nel giugno 2013 la finanziaria Amtrade, con sede a Zurigo, acquistò le azioni di En.Cor ma poi fallì pochi mesi dopo, trascinando l’ex municipalizzata nel baratro.

I tribunali pero hanno riconosciuto
alle banche il diritto di rivalersi nei confronti dell’ente locale. «L’amministrazione pubblica non doveva avviare un’attività economica sproporzionata in un settore ad alto rischio e che necessita di ingenti capitali», si legge in una delle sentenze del tribunale civile.


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