Quotidiani locali

En.Cor, così sarà pagato il debito

Il Comune ricorre contro la condanna, cerca un accordo con Bnl e punta a reperire 14 milioni

CORREGGIO. Il Comune di Correggio sta preparando il ricorso alla sentenza che l’ha condannato a pagare 14 milioni di euro alla Bnl per la lettera di patronage dell’ex sindaco Marzio Iotti a garanzia della società En.Cor.

Oltre a questa mossa legale l’amministrazione sta studiando come fare fronte al nuovo ingente esborso economico.

Si tenterà nuovamente la strada dell’accordo con la Bnl, come avvenuto con le altre due banche dopo le sentenze di condanna per complessivi ulteriori 14 milioni di euro. «Auspichiamo un atteggiamento di apertura e collaborazione con la città - dice il sindaco Ilenia Malavasi -. La Bnl è un istituto bancario importante, molto attivo sul territorio e auspichiamo l’attenzione dovuta per una città alle prese con un percorso impegnativo». Gli accordi transattivi con Banco Popolare e San Felice Banca 1893 hanno permesso di ridurre del 33% l’esborso dovuto.

L’amministrazione deve fare i conti con l’esecutività della sentenza e approntare dunque un nuovo piano per pagare il debito, così come è stato fatto per i precedenti 14 milioni di euro. «Fino alla fine del mese - spiega - saremo impegnati a definire un piano che poi sarà illustrato al consiglio comunale. Ci stiamo lavorando e proseguiremo con l’impostazione già data per affrontare le altre sentenze. Interverremo sul bilancio di parte corrente e quello di parte capitale. Faremo le operazioni che siamo obbligati a fare ma senza toccare i servizi dei cittadini, come avvenuto in questi anni».

Il primo cittadino assicura dunque che, come accaduto fino ad ora, non saranno aumentate tasse e tributi. «Abbiamo approvato nel luglio 2016 un piano alienazioni di immobili e terreni che resta in vigore e al quale potremo eventualmente attingere. Ma il debito non sarà affrontato solo con le alienazioni, perché sarebbe un costo difficilmente gestibile. Quest’anno ad esempio abbiamo venduto le due caserme, che erano contenute nel piano alienazioni, ma questo non vuole dire che tutti i beni immobili presenti in queldocumento saranno ceduti. Una parte delle risorse saranno prelevate sul bilancio corrente, un’altra sul conto capitale, ad esempio gli oneri di urbanizzazione».

Tra i beni alienabili del Comune ci sono anche quote Iren per circa 9 milioni e 400mila euro. «Le azioni sono le più semplici da cedere, in quanto liquide, ma rappresentano un patrimonio importante per la città di Correggio. Dunque le valutazioni di cosa vendere saranno di natura politica - prosegue il sindaco Malavasi -. Quello che voglio ribadire è che c’è il massimo impegno per affrontare una situazione complicata. Stiamo parlando di somme ingenti ma comunque affrontabili.

Agiremo, come fatto fino ad ora, su tutte le leve che abbiamo a disposizione sul bilancio, cercando di razionalizzare le spese e alienare qualche bene. Ma anche in quest’ultimo caso la nostra
scelta è quella di non stravolgere il volto della città. I contenitori saranno venduti ma non sarà cambiata la destinazione d’uso. L’esempio è quello delle due caserme: che restano tali anche dopo l’alienazione. Questo è un impegno che ci siamo presi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista