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Alcol nella stufa, una imprudenza fatale

La pm Pigozzi non dispone l’autopsia sul corpo di Pierina Casotti. L’82enne ha causato il rogo che l’ha uccisa nella sua casa

QUATTRO CASTELLA. Un incidente domestico dalle cause accidentali: con questa motivazione il pm Stefania Pigozzi, della Procura di Reggio Emilia, sulla base della relazione stilata dai carabinieri di Bibbiano, non ha intenzione di far eseguire l’autopsia sul corpo di Pierina Casotti, 82 anni, la pensionata morta martedì pomeriggio avvolta dal fuoco nella sua abitazione di Salvarano.

Secondo il magistrato l’esame non è necessario, essendo chiara la causa del decesso. E’ indubbio infatti che la tragedia sia stata provocata dalla stessa vittima, nel tentativo incauto di aumentare le fiamme della stufa versandovi sopra dell’alcol: il flacone di alcol, mezzo vuoto e dalla plastica semi disciolta per il calore, è stato rinvenuto proprio a fianco dell’elettrodomestico.

Da quel flacone sul pavimento ha avuto origine il rogo, come ha confermato la ricostruzione dei vigili del fuoco in base all’analisi della modalità di propagazione delle fiamme.

I fatti sono avvenuti alle 17.20 di un pomeriggio piovoso e con basse temperature. L’anziana, sola nel casolare di campagna di via Montefiorino 1, con tutta probabilità era infreddolita: la stufa, datata, evidentemente non scaldava abbastanza l’ambiente. La pensionata dunque aveva preso il flacone di alcol per aumentare con rapidità la “resa” della stufa, ma la manovra ha provocato un ritorno di fiamma che ha a investito in pieno la proprietaria e unica residente dell’abitazione. I vicini di casa e le figlie, che abitano fianco, hanno sentito delle urla provenire dalla cucina e, vedendo divampare l’incendio, hanno subito lanciato l’allarme.

Quando i primi soccorritori sono entrati all’interno della cucina, hanno trovato l’82enne sul divano, già senza vita. Pierina aveva i vestiti bruciati e alcune ustioni in diverse parti del corpo, ma non di tale entità da poter provocare la morte. Un fatto che fa pensare che il decesso sia sopraggiunto per lo spavento e l’età avanzata.

In quel casolare Pierina Casotti abitava da sempre, prima con i genitori, poi con il marito Enzo Fontanili e, dopo la scomparsa di quest’ultimo, da sola. Una donna nata e cresciuta a Salvarano, una contadina riservata, abituata alla dura vita dei campi e affezionata a quell’abitazione in mezzo alla campagna che non aveva mai voluto lasciare.

Una quindicina di anni fa aveva fatto costruire accanto al suo casolare l’abitazione delle due figlie, che aveva vicino e che spesso andavano a fare visita. Oltre alle due figlie insegnanti e ai generi, Pierina lascia quattro nipoti, tra i quali Serena Strozzi, consigliere comunale di maggioranza Pd a Quattro Castella, alla quale il sindaco Andrea Tagliavini a nome dell’intera giunta ha fatto
le condoglianze.

Resta da fissare il funerale della pensionata. Per tempi tecnici burocratici, la salma, composta a Coviolo, è ancora a disposizione della Procura, che già oggi potrebbe concedere il nulla osta e restituire il corpo ai familiari.

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