Quotidiani locali

Giungla della telefonia, ogni anno a Reggio Emilia 600 reclami per servizi non richiesti

Sempre più reggiani alle prese con addebiti in bolletta ai limiti della truffa. Nel 2016 sono state presentate al Corecom 532 richieste di conciliazione

REGGIO EMILIA. «Ogni giorno solo nella sede di Federconsumatori di Reggio si presentano in media due o tre persone che denunciano addebiti sulle bollette telefoniche per servizi mai richiesti, né tanto meno usufruiti». Lucia Lusenti, che fa parte dell’associazione di consumatori si è specializzata sul settore della telefonia, quello che genera la mole maggiore di contenziosi. «Ogni anno sono almeno 600 le pratiche gestite a livello provinciale solo da Federconsumatori: la telefonia è il settore che è stato liberalizzato per primo e dove operano più compagnie, pertanto è quello dove registriamo il maggior numero di reclami».

Questi numeri, seppur elevati, rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso. È infatti esperienza comune quella di trovarsi in bolletta dei costi di cui non si capisce l’origine.

Una delle pratiche più insidiose e in costante crescita è quella degli abbonamenti per giochi, chat o suonerie, che vengono attivati inavvertitamente durante la navigazione sugli smartphone: si clicca su un banner o su una pagina internet per chiuderla e si sottoscrive involontariamente un abbonamento, spesso dal costo di quasi 5 euro a settimana. Talvolta l’utente riceve un sms che lo informa di quanto accaduto, in altre circostanze invece non succede nulla. Nel primo caso il titolare del contratto può chiamare il proprio operatore per chiedere la disattivazione del servizio e il rimborso. Tramite le app dedicate ai clienti registrati o per telefono si possono anche disattivare questi servizi in abbonamento, che le compagnie telefoniche definiscono con un eufemismo “servizi a valore aggiunto”.

«In alcuni casi - prosegue Lucia Lusenti - gli utenti non si accorgono nemmeno di questi addebiti, quando si tratta di pochi centesimi, o preferiscono lasciare correre. Altre volte però si arriva anche a pagare centinaia di euro. Il nostro consiglio è di opporsi a queste pratiche, perché esistono gli strumenti per difendersi». Cosa fare dunque di fronte a queste vere e proprie vessazioni? «La prima cosa da fare è contattare la compagnia telefonica, per fax, per raccomandata o per telefono. Quando si contatta il call center per telefono bisogna farsi dare il numero dell’operatore e segnare la data e l’ora, perché anche questa comunicazione fa fede per il reclamo. Poi bisogna chiedere il rimborso e la sospensione dei servizi. Le compagnie in genere rispondono la prima volta in modo difensivo, sostenendo di aver agito in modo corretto». Un’altra risposta classica è che si tratta di servizi forniti da soggetti terzi, indipendenti da loro.

«Il passo successivo, se la compagnia non risponde dopo 30 giorni dalla segnalazione è rivolgersi al Comitato regionale per le comunicazioni». Molti consumatori di fronte a questi passaggi si spazientiscono o preferiscono lasciare perdere. Ma la procedura è più semplice di quanto possa sembrare.

«Basta andare sul sito internet del Corecom e scaricare l’apposito formulario. Viene attivata la conciliazione, che è completamente gratuita: la nostra esperienza ci dice che gli addebiti ingiustificati vengono sempre rimborsati. Noi gestiamo molte di queste pratiche ma i cittadini possono farlo anche per conto loro e in alcuni casi ci chiedono consiglio per essere indirizzati».

Nel 2016 il Corecom, presieduto da Giovanna Cosenza, ha gestito 6.214 istanze di conciliazione, di cui l’8,56% provenienti da Reggio Emilia (532 casi). Relativamente alla tipologia di controversie la voce “Spese/fatturazioni non giustificate” si conferma la percentuale più alta con il 42,48% (più 36,19% rispetto al 2015). Le istanze presentate in regione riguardano nel 67,93% dei casi la rete fissa (29,50 quella mobile).

Le vittime dei disservizi appartengono ad ogni fascia di età, ma gli anziani sono spesso i soggetti più deboli. «Molti anziani - conclude

Lucia Lusenti - si trovano a pagare per servizi di segreteria o di pay tv mai richiesti. Un consiglio che diamo loro è di diffidare dai call-center che tentano di estorcere risposte affermative, sempre allo scopo di attivare servizi». Nella giungla non ci si può mai distrarre.
 

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista