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Montagna reggiana “bocciata” nella raccolta rifiuti differenziata

Villa Minozzo, gli ultimi sei posti della classifica provinciale sono occupati da sei Comuni appenninici Pesa “l’effetto estate”: la maleducazione e l’inciviltà dei troppi turisti che non rispettano l’ambiente

VILLA MINOZZO. Malissimo Villa Minozzo, male Baiso e non se la cavano bene neanche Ventasso, Vetto, Casina e Toano. I dati della Regione Emilia Romagna e dell’Arpae bocciano la montagna Reggiana nella raccolta differenziata. Le rilevazioni sono relative al 2015 ma, nonostante l’impegno dell'ultimo periodo, i numeri attuali non sono molto differenti. Colpa dei montanari “incivili”?. Solo in parte. Perché sul giudizio influisce, e in maniera importante, un “effetto estate”: ossia la maleducazione di chi trascorre le ferie nella montagna, ma non differenzia i rifiuti come invece fa in città o nella Bassa.

Il quadro generale della provincia di Reggio è infatti incoraggiante. I reggiani differenziano il 65,3% dei rifiuti. Reggio Emilia si ferma al 60,7%, mentre i Comuni più virtuosi, e in testa alla classifica, sono tutti nella Bassa, dove sei casi si supera la quota dell’80% di raccolta differenziata. A guidare la classifica, e a conquistare la medaglia d’oro, è Poviglio con 87,9%. Medaglia d’argento a Brescello (87,7%), bronzo a Boretto (87,5%). Seguono a poca distanza Castelnovo di Sotto con l’82,5%, Cadelbosco di Sopra con l’81% e Bagnolo in Piano con l’80,2%.

L’altra faccia della medaglia, in base ai dati elaborati da Truenumbers.it (sito web specializzato in data journalism), è invece la montagna. I sei peggiori comuni reggiani in tema di raccolta differenziata sono tutti nell’Appennino. E solo uno, quello di Toano, supera la quota del 50%.

La maglia nera spetta al Comune di Villa Minozzo dove la raccolta differenziata si ferma al 37,7%, un dato poco superiore alla metà della media provinciale. Il Comune penultimo in classifica è quello di Baiso col 43,6%. Ma è preoccupante anche la situazione a Ventasso. Il nuovo Comune raggiunge quota 43,9% solo grazie alla buona performance di Busana, dove i cittadini differenziano il 51,9% dei rifiuti. Le altre realtà che si sono fuse nel Comune unico hanno invece percentuali inferiori anche a quelle di Baiso: Ligonchio raggiunge quota 43,1%, Collagna il 41,6% e Ramiseto si ferma al 39,1%, poco sopra alla già citata (in negativo) Villa Minozzo. I numeri però sono negativi anche a Vetto, che non supera il 45,1%, e Casina, solo il 46,6%.

Come detto, però, dietro ai dati si cela un’altra verità. Se è vero che la montagna reggiana deve fare qualcosa di più in tema di rifiuti, è altrettanto vero che vi siano da superare delle problematiche legate allo raccolta in un territorio certamente non facile, ma è ancor più vero che deve fare la sua parte anche chi la frequenta per trascorrere le ferie estive o qualche fine settima.

Durante la scorsa estate la Gazzetta ha segnalato più volte il problema. Un caso simbolo è proprio quello di Villa Minozzo. Ad agosto il centro di raccolta rifiuti di Calizzo, la borgata lungo la strada che dal paese capoluogo porta a Febbio e Civago, è stato preso d’assalto dagli incivili e dai furbetti.

Nel periodo di massima affluenza di turisti e di abitanti di ritorno nel vasto territorio villaminozzese, non solo aumenta la produzione di rifiuti. In tanti hanno colto l’occasione delle ferie in montagna per fare pulizie e per buttare oggetti rotti o inutilizzati da abitazioni vecchie e disabitate per almeno dieci mesi all’anno. E tanti hanno deciso di abbandonare tonnellate di rifiuti fuori dall’isola ecologica senza nessun riguardo per l’ambiente.

Per non parlare dei rifiuti abbandonati dai turisti (anche della sola domenica) che questa estate hanno cercato rinfresco
nelle cascate del Golfarone. L’area è stata chiusa non solo per i tuffi spericolati, ma anche a causa di chi sporcava.

Insomma, Villa Minozzo sarà anche la pecora nera, ma chi visita questa stupenda realtà appenninica non fa molto per preservarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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