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Dall’Ucraina con amore il busto di Lenin “sindaco di Cavriago”

Il busto fatto a Lugansk nel 1922 fu trafugato dai tedeschi Finito in Italia, fu donato al Comune reggiano nel 1970

Anche il busto di Lenin di Cavriago, grande simbolo del “sovietismo reggiano” e non solo, è vicino a ricorrenze importanti. Il busto di bronzo originale festeggia nel 2017 ben 95 anni di vita, pronto ad avvicinarsi anch’esso al secolo. Il monumento è stato realizzato nel 1922 dagli operai di Luganks, una città dell’Ucraina, per essere sistemato all’ingresso di una fabbrica di treni. Durante la seconda guerra mondiale l’intera Urss occidentale, Ucraina inclusa, viene invasa dai nazisti e i simboli sovietici vengono cancellati. Il busto di Lugansk viene trafugato e dopo un tribolatissimo viaggio arriva in Italia, dove alla fine è recuperato da partigiani comunisti. A guerra finita viene riconsegnato all’ambasciata sovietica di Roma e lì rimane sino al 1970, quando l’Urss decide di donarlo al Comune ci Cavriago in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Lenin, quel Lenin che nel 1919 aveva citato Cavriago come esempio virtuoso. Il busto viene sistemato nell’omonima piazza, dove ora si trova una replica, mentre l’originale è custodito nell’ex municipio intitolato ad Angelo Zanti, giovane partigiano comunista morto durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1918 a Cavriago il circolo del Psi (in Italia il Pci nasce nel 1921 a Livorno dalla scissione dal Psi) è diviso fra i riformisti di Cesare Arduini e i massimalisti di Domenico Cavecchi e Domenico Bonilauri, ammiratori del bolscevismo. La corrente massimalista – che guarda a una futura rivoluzione proletaria anche nel nostro Paese – diventa dominante e il 6 gennaio il circolo approva un ordine del giorno a favore dell’Avanti, del Psi italiano, degli spartachisti tedeschi, dei Soviet in Russia e di Lenin, indicati come modello da seguire per portare anche il Italia il socialismo. La notizia finisce sull’Avanti, il giornale del Psi, e da lì in Urss. Il 6 marzo 1919, durante una seduta del comitato esecutivo centrale del Soviet di Mosca, Lenin cita i compagni di Cavriago come un esempio. Nel 1920 Cavriago va al voto, il Psi stravince, Cavecchi diventa sindaco e durante lo spoglio delle schede compare un voto pure a Lenin. Così nasce la leggenda della nomina di Lenin come sindaco onorario di Cavriago: non vi sono atti formali che lo confermino, ma il legame simbolico in compenso è sempre rimasto molto forte tanto che nel 1970, appunto, l’Urss decide di omaggiare col busto in bronzo di Lugansk proprio il paese emiliano. Le testimonianze concrete sono tante. Nel 1921 il consiglio comunale cavriaghese decide di destinare una somma non inferiore alle 500 lire a sostegno alle popolazioni sovietiche alle prese con le devastanti carestie di
quegli anni. Poco dopo arriveranno le violenze fasciste e i consigli comunali reggiani dovranno dimettersi. Neppure quel periodo cupo taglia il cordone sovietico, e proprio nel cavriaghese il Pci clandestino rimane attivo, per ripresentarsi pronto all’azione dal 1943, dopo l’armistizio.

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