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«Smaltite 245.000 tonnellate di rifiuti»

Il sindaco Vaccari fa il punto sui fanghi ceramici e sulla rimozione dell’amianto a tre anni dal varo del piano di bonifica

CASALGRANDE. A tre anni dal varo del piano di riqualificazione ambientale il Comune di Casalgrande fa il punto sulla bonifica dei siti contaminati. Il grande sviluppo del passato, legato alle imprese ceramiche, ha portato un grande benessere ma anche un’eredità ambientale negativa con la quale si sta facendo i conti.

Nel 2014 a Casalgrande è stato costituito un ufficio ambiente dedicato alle bonifiche del territorio. Le priorità sono l’amianto, usato a lungo come base per gli edifici ed in particolare per i tetti, e i fanghi ceramici generati dalle vecchie modalità produttive.

Per quanto riguarda le bonifiche del sottosuolo dalla presenza di rifiuti e fanghi ceramici i dati sono importanti. «Su un totale di 13 siti conosciuti (11 della mappatura del 2001 e 2 individuati successivamente), la bonifica è stata integralmente completata su 9 siti, mentre per altri 3 la bonifica è stata eseguita parzialmente. Resta un solo sito, che dovrà essere bonificato al momento della riqualificazione», racconta il sindaco Alberto Vaccari.

I numeri sono elevati, a conferma dell’invasività del problema: «La superficie complessiva da bonificare era di 121.740 metri quadrati, ed il totale del territorio già ripulito è di 97.530 metri quadrati. Sono state asportate e smaltite ben 245.310 tonnellate di rifiuti o materiale inquinante di diverso genere». Il tutto ha portato a spese ingenti: «Di questi 13 siti, 3 sono su area pubblica, e su questi il Comune è intervenuto con un investimento complessivo di 9.540.000 euro. Per il completamento delle operazioni su due di questi casi, occorrerà investire altre risorse per circa due milioni di euro».

Il secondo fronte oggetto dell’intervento di risanamento ambientale è quello delle coperture in amianto, affrontato nel 2013 con una mappatura realizzata usando immagini aree e poi integrato con altre indagini e segnalazioni di abitanti.

Si parla di circa 150 siti con presenza di amianto. «Sono stati avviati procedimenti amministrativi per 99 di essi, giungendo alla bonifica completa di ben 44 casi, oltre a 3 siti incapsulati con le apposite vernici, e 7 che si sono rivelati in realtà non contaminati. Il numero, quindi, di siti che hanno già visto il completamento del percorso amministrativo è 54. Sono state emesse 57 ordinanze del sindaco», spiega sempre Vaccari. Il percorso è partito dai punti più vicini a luoghi sensibili come scuole, residenze, parchi.

Quindi, sostiene il primo cittadino, «tutti i casi in prossimità degli abitati sono già sottoposti a procedimento amministrativo, ed in massima parte già bonificati. Essendoci inoltre focalizzati sui siti di maggiori dimensioni, i risultati sono ancora più positivi se vengono misurati in metri quadrati». A proposito di numeri il sindaco fornisce ulteriori elementi: «Il totale della superficie mappata, infatti, era originariamente di 200mila metri quadrati – precisa il sindaco –. Di questi, 177mila metri quadrati sono stati oggetto di procedimento, di cui ben 100mila metri quadrati sono ad oggi già completamente e definitivamente bonificati. Per altri 13 mila metri quadrati l’Ausl ha ritenuto che le condizioni di conservazione fossero adeguate e si dovrà procedere ad
un ulteriore controllo trascorsi 3 anni». Su duemila metri quadrati di superficie l’amianto è stato coperto con le apposite vernici isolanti. In totale, quindi, su 200mila metri quadrati circa 115mila sono «bonificati o monitorati». Molto è stato fatto ma il lavoro non è di certo finito.

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