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Ipotesi doppio incarico per Marchesiello

Commissario dallo scorso 9 ottobre, è stato nominato prefetto di Gorizia ma potrebbe mantenere l’incarico nella Bassa

BRESCELLO . Tra le nomine dei prefetti deliberati di recente dal Consiglio dei ministri, figura anche quella di Massimo Marchesiello – da poco nominato commissario a Brescello – a prefetto di Gorizia. L’insediamento del dirigente nella prefettura goriziana dovrebbe avvenire il 22 novembre, e dunque si pone ora un interrogativo sul futuro della commissione “a tre” che regge attualmente il Comune, commissariato per condizionamenti della criminalità organizzata. Si verificherà un’ulteriore sostituzione o Marchesiello riuscirà per qualche mese a coniugare entrambi gli incarichi?

È ancora presto per dirlo, in quanto bisognerà attendere ancora qualche giorno, quando il commissario si recherà al ministero a Roma per accettare formalmente il nuovo incarico e capire in che modo potrebbe proseguire l’esperienza appena avviata a Brescello.

Marchesiello, 57 anni, viceprefetto di Ferrara, è entrato in carica a Brescello il 9 ottobre al posto di Michele Formiglio, che da fine maggio è stato nominato viceprefetto vicario a Perugia. In queste prime settimane nella Bassa si è buttato a capofitto nella nuova “avventura”, fresco anche dell’esperienza maturata un paio di anni fa a Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, Comune che venne sciolto per infiltrazioni mafiose.

Concordate le priorità d’azione con i colleghi, in questo periodo Marchesiello si è “tuffato” nella realtà brescellese incontrando molti protagonisti della vita sociale e politica e stava maturando anche l’idea di un incontro pubblico con la cittadinanza, che ancora fatica a capire le ragioni dello scioglimento del Comune. Marchesiello di fatto è arrivato a Brescello per sostituire Formiglio che a sua volta era stato il primo commissario a insediarsi a Brescello, dopo le dimissioni di Marcello Coffrini: Formiglio si insediò in Comune il 22 febbraio e il 29 aprile 2016 venne “raggiunto” dai colleghi Antonio Oriolo e Luciana Lucianò, in quanto il Comune venne sciolto con un decreto a firma del presidente della Repubblica a causa di condizionamenti della malavita organizzata. In casi come questo, infatti, la legge prevede che la commissione sia composta non da uno ma da
tre commissari.

Ora la commissione guiderà il paese fino alle elezioni, che si terranno la prossima primavera in un periodo compreso tra aprile e giugno e che restituiranno un sindaco e un consiglio comunale al paese dopo una parentesi di oltre 24 mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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