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È morto don Ambrogio Morani: il naif cappellano dell’ospedale

Guastalla dice addio al prete 88enne, insegnante in seminario e direttore del collegio San Giuseppe Originario di Casina, viveva nella Bassa dall’età di 10 anni ed era un noto pittore col nome di Brommo. Sabato alle 11 i funerali

GUASTALLA. Giovedì sera è morto don Ambrogio Morani, 88 anni, da una vita cappellano dell’ospedale di Guastalla. La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra gli abitati della cittadina, ma anche negli altri paesi della Bassa reggiana, dal momento che in questi decenni il sacerdote è stato accanto di tutti i pazienti passati dall’ospedale guastallese. I funerali verranno celebrati sabato 4 novembre alle 11 in duomo e la cerimonia verrà officiata dal vescovo emerito Adriano Caprioli.

Don Ambrogio Morani era nato nel 1929 in Appennino e per la precisione in una frazione di Casina, Ripa di Paullo. La madre si chiamava Vangelina Battilani, il padre Giovanni. I due moriranno nel 1981, l’uno e l’altro a distanza di 36 giorni: la mamma all’età di 87 anni e il padre a 94.

Ambrogio cresce nelle montagne appenniniche insieme a cinque fratelli e frequenta le elementari. Ma lascia la sua casa da appena 10 anni. Subito dopo la licenza elementare segue la sua vocazione ed entra nel seminario di Guastalla. E qui il futuro don frequenta il ginnasio, il liceo e l’istituto di teologia.

Nel 1955 arriva l’ordinazione sacerdote, ma don Morani rimane in seminario. Qui insegna latino e letteratura italiana fino al 1965 (anno della chiusura dell’istituto religioso). In questo periodo di insegnamento gli viene anche affidata la direzione del collegio San Giuseppe, una struttura frequentata da ragazzi con poche possibilità economiche che vivevano in seminario da ospiti esterni.

Don Ambrogio mantiene questo incarico fino al 1975. Alla chiusura del collegio il sacerdote resta ancora a Guastalla e il Vescovo, conoscendo la sua passione per la pittura, fra i vari incarichi lo nomina assistente ecclesiastico del movimento naif di Gualtieri e Guastalla, composto da una cinquantina di artisti.

Ma Monari oltre che sacerdote è stato anche un pittore. Il suo periodo artisticamente più ricco è nei primi anni sessante e la sua firma, Brommo, diventa famosa nella Bassa, dove era conosciuto più con il nome d’arte che come monsignore, e non solo. Ha avuto molti contatti anche con pittori famosi: da Renato

Guttuso a Orfeo Tamburi, da Pietro Annigoni all’onorevole Giuseppe Amadei di Guastalla esperto pittore e famoso critico.

Nel 1985 è nominato cappellano dell’ospedale della cittadina rivierasca, incarico che ha mantenuto fino a ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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