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«Blasco era affiliato ma a lui non dicevo tutto dei miei affari»
nuovo scontro 

«Blasco era affiliato ma a lui non dicevo tutto dei miei affari»

REGGIO EMILIA. «Gaetano Blasco era il mio cordone ombelicale».Questo tirarlo in ballo continuamente da parte del pentito Antonio Valerio, proprio non va giù all’imputato 55enne che ieri ha seguito in...

REGGIO EMILIA. «Gaetano Blasco era il mio cordone ombelicale».

Questo tirarlo in ballo continuamente da parte del pentito Antonio Valerio, proprio non va giù all’imputato 55enne che ieri ha seguito in prima fila, a fianco del suo avvocato, il controesame che lo riguarda direttamente.

Nell’udienza scorsa Blasco è esploso – finendo per essere cacciato dall’aula dalla Corte – quando si è sentito definire dal collaboratore di giustizia un “traggiratore”. Stavolta ha frenato la sua impulsività, preferendo partecipare attivamente al controinterrogatorio, confrontandosi spesso con l’avvocato difensore crotonese Marilena Facente (del foro di Parma) nel botta e risposta con Valerio che conferma il coinvolgimento di entrambi in alcune estorsioni che figurano fra le imputazioni di Aemilia. Ricostruzioni di Valerio che non convincono per nulla l’avvocato Facente, entrata con puntiglio in diversi particolari delle vicende. Per non parlare di uno specifico “passaggio” del controesame che si trasforma in un duro “ring”: il pentito è stizzito («Me lo chiede due volte per intimorirmi?») e la replica dell’avvocato è urlata: «Intimorirla? Io sono una persona onesta!». Il “duello” riguarda un’affermazione di Valerio – nel verbale di un interrogatorio davanti ai pm della Dda – sulla mancata conoscenza di Blasco sulla caratura di Valerio stesso o del clan (come interpreta l’avvocato Facente). Il collaboratore di giustizia la spiega così quella frase: «Blasco pur essendo a disposizione, un affiliato, ma dei miei fatti non sapeva tutto, specie degli omicidi. La madre di Blasco è una Ruggiero e non ho mai ritenuto opportuno rivelargli a Gaetano che ero presente a Brescello quando venne ucciso nel ’92 Giuseppe Ruggiero. Glielo stava per dire Nicolino Grande Aracri durante un “battesimo” di ’ndrangheta. Comunque Blasco ha finanziato degli omicidi, facevamo la falsa fatturazione. Con lui 15 anni d’attività».

Sui racconti del pentito ha molto da ridire Blasco, come ha già annunciato nella scorsa udienza
(«Quando parlerò io voglio presenti tutti i giornalisti, così farò capire chi è veramente Valerio»), ma lo farà – come ha già specificato il presidente Francesco Caruso – solo al termine della deposizione del collaboratore di giustizia che andrà avanti anche nella prossima udienza.

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