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Via libera all’allevamento di 7mila maiali

La Conferenza di servizio autorizza la Tenuta San Vincenzo ad ampliare l’allevamento Aras e realizzare l’impianto a biogas

CADELBOSCO SOPRA. L’ampliamento a oltre 7mila maiali nell’allevamento ex Aras si farà. Ieri, la Conferenza di servizio, composta da vari enti – tra cui Provincia di Reggio, Arpa, Ausl, Aipo, Consorzio di bonifica e vigili del fuoco – ha concluso l'iter burocratico e ha dato, a maggioranza, parere favorevole. Ora la documentazione andrà alla Regione Emilia Romagna, la quale, visti i pareri, dovrà deliberare quanto già deciso dalla Conferenza dei servizi.

L’azienda Tenuta San Vinceno sarà dunque autorizzata all’ampliamento dell’allevamento. Nella ex Aras saranno allevati 7.500 maiali contro i 1.500 presenti finora. E questo consentirà anche la realizzazione di un impianto a biogas da 99chilowatt che per poter funzionare necessita proprio dei reflui zootecnici di oltre 7mila suini.

L’amministrazione comunale e comitato Aria Pulita per Cadelbosco hanno deciso di replicare alla decisione della conferenza di servizio in modo congiunto. Tra oggi e domani è atteso un comunicato o la convocazione di una conferenza stampa nel quale saranno esposte la loro posizione e nel contempo anche la delusione per l'autorizzazione concessa alla tenuta San Vincenzo.

La decisione della conferenza di servizi arriva al termine di una lunga battaglia con proteste di piazza e tensioni anche tra la stessa amministrazione comunale e il comitato aria Pulita.

Per evitare l’ampliamento dell'allevamento non sono bastati il parere contrario dell'amministrazione comunale e il "niet" della stragrande maggioranza (meno un consigliere) del consiglio comunale. Tanto meno la conferenza di servizi ha tenuto conto delle proteste dei cittadini di Cadelbosco e della relazione negativa fatta da Antonio Bodini, docente di “Valutazione di impatto ambientale e strategica” nel dipartimento di “Scienze chimiche, della vita e della sostenibilità ambientale” dell'Università di Parma, a cui era stato affidato dal Comune di Cadelbosco di Sopra l’incarico di esprimere un parere relativo al progetto di ampliamento.

Nella sua perizia Bodini si era appellato al “principio di precauzione”. Il professore universitario ha infatti sostenuto che nel progetto «sussistono elementi di criticità in merito alla realizzazione del progetto, che riguardano la componente atmosferica sia per i quantitativi di sostanze rilasciate, sia per quanto concerne gli odori». Secondo Bodini «le misure di tipo gestionale attualmente in uso e previste dal progetto di ampliamento non sono in grado di ridurre le emissioni di stalla». E spiega: «Per ridurre le emissioni dovrebbero applicarsi tecniche di tipo tecnologico-infrastrutturale mentre le misure proposte non prevedono tecniche sufficienti. Gli studi del Crpa (Centro ricerche produzioni animali) in materia confermano
che dette tecnologie (le uniche capaci di abbattere adeguatamente emissioni e odori), comporterebbero oneri insostenibili per i bilanci aziendali».

Tutte valutazioni che ieri non sono state tenute in considerazione dalla conferenza di servizi.

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